“Sarà l’anno delle farfalle tigri”

La Yamamay si presenta al Museo Agusta di Samarate: tante novità e un sogno chiamato scudetto. Parisi: "Non ci poniamo nessun limite". Pinto categorico sul caso PalaYamamay: "Non si ripeterà mai più"

Nella casa di Agusta Westland, tra elicotteri venduti in tutto il mondo e moto che hanno fatto la storia, sarebbe facile parlare di motori rombanti o di una squadra pronta a spiccare il volo. Invece il numero uno di Inticom, Francesco Pinto, sceglie un’altra metafora per presentare la Yamamay che si appresta a disputare la sua quinta stagione consecutiva nel massimo campionato di pallavolo femminile: "Sarà l’anno delle farfalle tigri" dice alludendo al nuovo sponsor Tigros, che personalizzerà la maglia del libero Giulia Leonardi. "Dobbiamo essere all’altezza di questo nuovo… animale – continua Pinto – e per questo ci aspettiamo una squadra bella ma anche feroce. Le attese sono elevate, c’è tanta voglia di far bene e di farsi sentire in tutte le competizioni". Euforia moderata ma giustificata, perché per la prima volta nella sua storia la Futura si presenta al via di un campionato con concrete possibilità di vincerlo. E anche se la parola "scudetto", per scaramanzia, non viene mai pronunciata, il concetto che ricorre è sempre quello: "Spero in un anno d’oro, da incorniciare" dice il presidente Michele Forte, e persino il prudente Carlo Parisi ammette che "quest’anno non ci poniamo nessun limite".

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Il fatto è che le bustocche sono cresciute e le avversarie molto meno, come dice il dg Massimo Aldera: "Certe squadre un tempo erano irraggiungibili, ora non più, anche perché hanno scelto di investire meno: il gap si è ridotto e non partiamo più ad handicap come nelle stagioni passate. Certo, bisogna andarci piano perché abbiamo un palleggiatore (l’americana Lloyd, n.d.r.) che entrerà in gruppo solo dopo qualche giornata, ma la sensazione è che anche quest’anno si sia fatto un passo avanti". E Parisi quasi sussurra: "La squadra mi piace e si prospetta interessante, ma sarà un campionato molto competitivo, difficile da leggere, e non credo che sarà più facile di quello trascorso". Interviene anche Paolo Orrigoni, leader di Tigros: "La Yamamay in questi anni ha sempre mantenuto ad alti livelli sia i risultati, sia i valori dello sport. La pallavolo è uno sport in cui c’è meno business e più passione, per questo l’abbiamo scelto. Vincere ovviamente non ci dispiace, ma quando abbiamo scelto di sponsorizzare Basso o la Cantele non lo abbiamo certo fatto per questo". E una frecciatina è riservata alla Pro Patria: "Non contano solo i risultati: la pallavolo riempie un palazzetto da 5000 persone ogni domenica, altri non lo fanno. Per questo non credo che investiremo in altri sport nel prossimo futuro".

Non tutto è rose e fiori, comunque: ci sono due cose che fanno arrabbiare Pinto e la Yamamay. La prima è lo spezzettamento del campionato a causa dei continui impegni delle nazionali: "In altri sport questo non sarebbe mai accettato. Le società si sacrificano e si mettono a disposizione dei giocatori, e in cambio vengono solo penalizzate, costrette a giocare una stagione difficile dal punto di vista sportivo e da quello della visibilità. Credo che questo sia un segnale di immaturità del movimento: un campionato evoluto non può andare avanti con tutte queste interruzioni, ci vuole più razionalità nel programmare la stagione". E il presidente Forte gli fa eco: "A volte manca il rispetto per le società e gli sponsor, ci si dimentica che il mondo del volley vive sulla passione della base".
L’altro punto dolente è, ovviamente, il caso PalaYamamay, con il marchio coperto in occasione degli Europei. Pinto è categorico: "Una bruttura simile non potrà mai più accadere. Ci vuole chiarezza da parte di chi organizza". Ma il problema potrebbe riproporsi per la prossima Coppa CEV: "Se arriverà una comunicazione in tal senso, vedremo. L’importante è che le cose non cambino dal giorno alla notte".

Dopo la conferenza stampa, ecco la presentazione vera e propria, con il rituale taglio della torta e le giocatrici che sfilano tra i pezzi da collezione del Museo Agusta. Spigolature dalla festa: "Il derby Villa-Busto è un po’ come Pisa-Livorno" (Giulia Pisani); "Spero di eguagliare Maurizia Borri, uno dei miei liberi preferiti" (Giulia Leonardi); "Sono rimasta a Busto perché mi piace tantissimo questo ambiente" (Floortje Meijners); "Nello sport non si sceglie mai solo in base ai soldi" (Helena Havelkova, neo-capitano della squadra). E Carlo Parisi svela un’insospettabile vena romantica quando dice di Francesca Marcon: "Ogni tanto sembra che sia assente e viva in un mondo tutto suo, è questo che la rende speciale".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 ottobre 2011
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