Siccità, il Lago Maggiore ad un passo dall’emergenza

Sono solo 12 i millimetri di pioggia caduti a gennaio. E tra qualche settimana l'agricoltura reclamerà molta acqua

Al sorgere del Sole sul Lago Maggiore
Al sorgere del Sole sul Lago Maggiore

I 12 millimetri di pioggia caduti nel mese di gennaio si vedono tutti: il Livello del Lago Maggiore è molto basso e se non pioverà nei prossimi giorni si entrerà in una fase molto critica.

A lanciare l’allarme è il Presidente del Consorzio Villoresi, Alessandro Folli: «Il quadro è abbastanza critico -ha detto durante un’intervista a Radio 24- e se entro una settimana il tempo non andrà a cambiare, credo che entreremo nella fase della crisi idrica e quindi di mancanza di acqua». Il livello del Lago Maggiore -che attraverso il Ticino alimenta una vasta rete di canali- è infatti poco sopra i 60 centimetri sullo zero idrometrico e il livello continua a calare. Da inizio anno, infatti, sono oltre 40 i centimetri di acqua persi che equivalgono ad un volume di circa 80 miliardi di litri.

Una situazione che nei prossimi mesi potrebbe diventare molto delicata, quando cioè il settore agricolo inizierà a chiedere ingenti quantità di acqua per le coltivazioni. «Quello che interessa di più è la preparazione delle culture agricole -ha ricordato Folli-. Si tenga presente che la regione Lombardia è la regione che produce il 15% del Pil dei prodotti per tutto il territorio nazionale, l’altro dato è la produzione di riso che è per il 90% tra Piemonte e Lombardia. Se manca l’acqua è chiaro che le perdite diventano disastrose non solamente sul comparto agricolo ma anche su tutto il comparto ambientale».

Non solo economia e agricoltura, ma anche l’ambiente trema davanti alla prospettiva di un’altra ondata di siccità. La scorsa estate il livello del Lago Maggiore era sceso a tal punto che l’acqua erogata nel Ticino era così poca che in alcuni punti il fiume si poteva attraversa a piedi, come raccontato in questo video.

Non solo l’estate 2016 ma anche l’inverno precedente era stato estremamente siccitoso, con un copione che rischia di riproporsi anche quest’anno. «L’unica cosa positiva tra virgolette è che quest’anno nel mese di ottobre un po’ di neve in alto è venuta -racconta Folli- e quindi con il freddo è ferma» ma nel momento in cui ci fosse un cambiamento e si tornasse ancora all’aumento delle temperature «questo potrebbe provocare qualche problema e la riserva d’acqua della neve, i rubinetti che noi abbiamo sulle Alpi, potrebbe scivolare e andare via».

La scorta d’acqua, infatti, è l’altro punto dolente. Da anni è in corso un braccio di ferro sul livello del Verbano sulla questione del livello del lago: associazioni ed enti chiedono di innalzarlo in modo da avere più scorte idriche per le situazioni di emergenza ma il Ministero dell’Ambiente ha concesso una deroga che, però, viene definita insufficiente. Una questione che, anche quest’anno, rischia di tornare d’attualità.

di marco.corso@varesenews.it
Pubblicato il 28 gennaio 2017
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Commenti

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  1. Scritto da michele_cinque

    complimenti sempre articoli interessanti