Acqua, una giornata mondiale e qualche consiglio

La consigliera comunale delegata all’ecologia Laura Bressan ricorda l’importanza del risparmio e dell’uso consapevole di un bene prezioso e fondamentale per la vita

acqua

Il 22 marzo di ogni anno, l’Organizzazione delle Nazioni Unite, celebra la Giornata mondiale dell’acqua, istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, a conclusione della Conferenza di Rio, per evidenziare l’importanza dell’acqua quale risorsa naturale essenziale per la nostra vita e per il nostro sviluppo sociale ed economico. L’obiettivo di questa celebrazione è di sensibilizzare e spronare la popolazione a combattere la crisi idrica mondiale e la necessità di preservare l’acqua e renderla accessibile a tutti.
Attualmente oltre 663 milioni di persone al mondo vivono senza una fonte di acqua potabile; 1,8 miliardi persone usano una fonte di acqua potabile contaminata con feci, rischiando di contrarre colera, dissenteria e tifo. Circa 842.000 decessi l’anno sono causati dall’utilizzo di acqua non potabile e scarsi servizi igienico sanitari.

Entro il 2030 si vuole garantire l’accesso all’acqua potabile per l’intera popolazione mondiale.
UN-Water è l’ente che coordina il lavoro delle Nazioni Unite sull’acqua e sui servizi igienici e ogni anno stabilisce un tema per la Giornata Mondiale dell’Acqua. Negli ultimi anni, le Giornate Mondiali dell’Acqua erano incentrate sulla gestione della risorsa e sulle connessioni con gli usi produttivi.

Per l’edizione 2017, il tema proposto a livello mondiale é “WASTEWATER” e la campagna, “perché acque reflue?”, in altre parole riduzione dello spreco delle acque reflue e loro fondamentale riciclo e riutilizzo sicuro.

Il D. Lgs 152/06, all’articolo 74 definisce le acque reflue domestiche che sono quelle provenienti da insediamenti di tipo residenziale e da servizi e derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche; le acque reflue industriali ovvero qualsiasi tipo di acque reflue scaricate da edifici o installazioni in cui si svolgono attività commerciali o di produzione di beni, diverse dalle acque reflue domestiche e dalle acque meteoriche di dilavamento; le acque reflue urbane che sono le acque reflue domestiche o il miscuglio di acque reflue domestiche, di acque reflue industriali ovvero meteoriche di dilavamento convogliate in reti fognarie, anche separate, e provenienti da agglomerato.

Le diverse tipologie di acque reflue, individuano possibili recapiti o ricettori che possono essere la fognatura, le acque superficiali, il suolo o gli strati superficiali del sottosuolo e le acque sotterranee e del sottosuolo.
Per tale motivo non possono essere rimesse nell’ambiente tal quali poiché i recapiti finali come il terreno, il mare, i fiumi e i laghi non sono in grado di ricevere una quantità di sostanze inquinanti superiore alla propria capacità auto depurativa.

Con un adeguato trattamento di depurazione che consente di raggiungere un certo grado di qualità dell’acqua e idonee condizioni igienico-sanitarie, dalle acque reflue possono essere rimosse le sostanze tossiche e possono pertanto essere considerate potenziali risorse e riutilizzate in un’ottica di recupero e sostenibilità per soddisfare la crescente domanda di acqua.

In particolare si individuano tre possibilità di riutilizzo di queste acque: in campo agricolo per l’irrigazione degli spazi verdi, in campo civile per il lavaggio delle strade, per l’alimentazione dei sistemi di riscaldamento e raffreddamento, in campo industriale per la disponibilità dell’acqua antincendio e per i lavaggi dei cicli termici.

In occasione della giornata, che mira ad evidenziare la necessità di un consumo responsabile delle risorse idriche sia a livello personale che globale, sono previste numerose iniziative organizzate in tutto il mondo.

L’amministrazione comunale di Cocquio Trevisago chiede a scuole, insegnanti, studenti, famiglie e singoli cittadini di contribuire al risparmio idrico. La partecipazione prevede semplici gesti e l’applicazione dei seguenti consigli, con l’auspicio che diventino un’abitudine per i giorni a venire e che consentono di rispettare l’ambiente e razionalizzare il consumo dell’acqua riducendo gli sprechi.

Il primo passo da compiere per risparmiare controllare periodicamente lo stato dell’impianto idrico di casa per verificare che non ci siano perdite, registrando il livello di consumo del contatore dell’acqua prima di andare a dormire e controllandolo la mattina appena svegli.

Ottimo accorgimento è l’uso di un frangigetto al rubinetto, capaci di contrarre i consumi idrici fino al 30-40%.
Preferire la doccia al bagno che consente di risparmiare circa 23 metri cubi di acqua l’anno, meglio se alle doccette sono applicati riduttori di portata.
Utilizzare la lavatrice e la lavastoviglie a pieno carico e selezionare basse temperature di lavaggio, prima di metterle in funzione; in questo modo si può avere un risparmio d’acqua fino a 2.500 litri per persona all’anno.
Non utilizzare l’acqua corrente per pulire l’automobile ma utilizzare un secchio e la spugna. Meglio ancora, lavare l’auto presso gli appositi autolavaggi dotati di impianti di ricircolo e recupero dell’acqua.

In giardino o in terrazzo le piante e i fiori possono essere annaffiati con un impianto di irrigazione a goccia, che abbatte di molti litri lo spreco di acqua poiché permette di somministrare la giusta quantità d’acqua.
Soprattutto in questo settore si può riutilizzare l’acqua: il giardino può essere innaffiato con l’acqua piovana raccolta in cisterne o bidoni, oppure può essere riutilizzata l’acqua usata per lavare frutta e verdura, raccogliendola in una bacinella e utilizzandolo dopo aver sciacquato gli alimenti. Già adottando queste banali abitudini si risparmia acqua che non è una risorsa infinita e pertanto non va sprecata.

Non dimentichiamo che l’acqua è all’origine della vita ed è indispensabile per il proseguimento di essa: non è solo essenziale alla vita dell’uomo, è essenziale per la vita di tutti gli esseri viventi presenti sulla terra.

Il consigliere delegato all’Ambiente e all’Ecologia
Laura Bressan

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 marzo 2017
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