Diritto di informazione ed E-Discovery: la tesi da 110 e lode

Laura Usanza si è laureata in giurisprudenza all'Università dell'Insubria. la comparazione tra due strumenti processuali in Italia e negli Usa il tema della tesi

laureata con 110 e lode all'Università dell'Insubria

Ispirata dall’Antigone di Sofocle, da quel dilemma tra diritto e legge, tra senso innato della giustizia e regole codificate di una società, alla fine del liceo classico Laura Usanza non ha avuto dubbi: giurisprudenza era la sua facoltà.

Sono passati cinque anni da quel suo primo giorno da matricola, all’Insubria di Varese. Oggi, Laura è una brillante dottoressa, laureata con 110 e lode.

Un percorso costellato da soddisfazioni e scoperte, sino al suo incontro con il diritto americano, un’esperienza in Kentucky alla Brandeis School of Law che le ha dato un’impronta importante: «  Il primo corso all’estero è stato nel 2015. Ho cercato un’università adeguata e ho contatto un professore di diritto civile processuale americano che è anche giudice nella contea di Louisville – racconta la brillante neo laureata – Sono rimasta due mesi e ho seguito un corso che poi sarebbe diventato il tema della mia tesi. Il sistema giudiziario americano è completamente diverso: c’é la “common law”, si studiano i casi e la giurisprudenza sostituisce i codici. Le lezioni sono differenti: non c’è lezione frontale dove uno parla e l’altro ascolta ma un’interazione continua. I docenti sollecitano e pretendono la nostra opinione su tutto. È stata un’esperienza molto positiva».

Nel 2016 Laura riparte, questa volta è nel tour organizzato dal professor Zamperetti negli Stati Uniti: «  Ho conosciuto di persona ricercatori di Harvard, soprattutto italiani che stanno svolgendo attività di ricerca. Ho raccolto molti contatti utili. Così, nel settembre dello stesso anno, sono partita alla volta di Monterrey in Messico dove ho frequentato un corso di diritto internazionale in spagnolo. Mi è servito moltissimo e ho avuto la grande opportunità di osservare in prima persona il metodo di studio giuridico messicano e di stringere amicizia con molti studenti e professori dell’America Centrale». laura1

Tutte queste esperienze, quindi, ispirano l’argomento della tesi: «La professoressa Ferrari, che insegna diritto processuale civile ed è una grande esperta di istruzione probatoria e di diritto processuale industriale, ha accolto l’argomento che avrei voluto trattare nella tesi: l’E-Discovery statunitense, una fase pre-processuale del sistema giudiziario americano che consiste nello scambio, tra le parti, di informazioni rilevanti, memorizzate in formato elettronico, in attesa del vero e proprio trial». 

«Il mio lavoro perseguiva l’ obiettivo di analizzare questo istituto americano, per poi compiere una comparazione con gli strumenti di acquisizione probatoria presenti nell’ordinamento processuale civile italiano, in particolare l’ordine di esibizione documentale ex art. 210 cpc e il diritto di informazione ex art. 121bis del Codice della Proprietà Industriale».

I due ordinamenti differiscono perché mentre nel diritto italiano la parte può omettere ( e così avviene) le prove che le sono sfavorevoli, nella “Common law” questa facoltà non è data e tutti devono esibire qualsiasi prova in loro possesso.  In Italia, solo nelle cause legate alla contraffazione, le parti possono esplorare in campo altrui su domanda del giudice e solo per i documenti specificamente richiesti: « La mia tesi ha avuto lo scopo di verificare quale strumento del diritto italiano fosse più vicino alla “discovery “statunitense e ho dimostrato che è il diritto di informazione. Ho anche fatto un’analisi di valore evidenziando che il diritto di informazione è migliore della discovery perché si limita a documenti che possono essere veramente rilevanti, secondo il parere del giudice, evitando il fenomeno dell’abuso».

Ora Laura si gode un meritato riposo per ricaricare le batterie e preparare il suo futuro: « Ho già ricevuto molte proposte. Vorrei fare un lavoro che mi permetta di mettere in pratica la mia preparazione.  Tante sono le  idee: collaborare con il mondo accademico perché ho contatti con università americana e mi è stato proposto un contratto da ricercatore. Ma  ho ricevuto anche offerte da studi legali o banche. Se volessi scegliere la carriera forense pondererei bene in quale studio andare per poter crescere professionalmente e in modo non troppo settoriale».

«Vorrei ringraziare la mia docente, Francesca Ferrari, che mi ha seguito con grande professionalità e attenzione nel mio percorso e l’Università degli studi dell’Insubria, un ottimo Ateneo nel quale ho avuto la possibilità di studiare in un ambiente piacevole, di assistere a lezioni preparate da professori eccellenti, di creare relazioni personali e di partecipare a grandiose esperienze all’estero».

Italia o estero? Per ora tutte le porte sono aperte

QUI TROVATE LE CONCLUSIONI DELLA TESI DELLA D.SSA LAURA USANZA

di alessandra.toni@varesenews.it
Pubblicato il 02 maggio 2017
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.