Portieri e papere. Lettera a Loris Karius del Liverlpool
Ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha fatto errori nel proprio lavoro

Chi, guardando la finale di Champions tra Real Madrid e Liverlpool, al triplice fischio finale non si è immedesimato in Loris Karius, portiere dei reds? L’autore dei due errori che hanno permesso ai blancos di alzare la coppa al cielo per la terza volta consecutiva ha pianto sotto la curva dei suoi tifosi che lo hanno applaudito. Le sue lacrime hanno ispirato Andrea che ha scritto questa bella lettera indirizzata a tutti coloro che nella vita si sono sentiti Karius per una notte.
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Ieri ho assistito alla finale UCL. Ammetto di aver criticato i due errori di Karius. Ma ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha fatto errori nel proprio lavoro. Una serata storta può capitare a tutti. L’importante è rialzare la testa. Si può sbagliare per distrazione e superficialità, ma se imparassimo a stravolgere gli esiti e li facessimo diventare da negativi a positivi, anche gli errori diventerebbero strategie per apprendere e cambiare prospettiva. Karius lo sa, lo sappiamo tutti. È un peccato in una finale, ma il secondo errore è arrivato perché c’era stato il primo. Ora caro Karius sii clemente con te stesso. Ricordati che ogni persona, può sbagliare ed evita di sentirti inadeguato. Piuttosto, riparti dai tuoi punti di forza: identifica i talenti e le abilità che ti hanno permesso di arrivare a giocarti una finale a 24 anni, questo ti aiuterà a distinguere fra te e il tuo errore e, in definitiva, farà la differenza nel modo in cui ti rialzerai. Bellissimo anche il gesto dei tifosi dei Reds dopo la gara: Karius è andato verso la curva chiedendo scusa a più riprese, piangendo, coprendosi la faccia con la maglia per la vergogna e loro hanno ricambiato con uno splendido applauso.
Saper perdere, è un insegnamento esistenziale importante.
Ricordiamocelo.
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