Come si interverrà su via Padre Lega

Il taglio degli alberi e la decisione di non ripiantumare il viale hanno fatto discutere. Il sindaco Cassani conferma la scelta e spiega gli interventi "compensativi"

Via Padre Lega 2018

«Chi dice che facevano ombra non dice il vero: ormai erano tutte malandate». Parte dall’inizio, il sindaco di Gallarate Andrea Cassani: dalla scelta di tagliare le piante su via padre Lega, considerate ormai irrecuperabili per il loro stato di “salute”. Il primo cittadino difende la scelta del taglio e conferma, soprattutto, l’intenzione di non ripiantumare il viale che conduce ai Ronchi.

L’idea di aver perso il viale alberato ha fatto discutere. Perché un conto era l’abbattimento di piante malate (nel “ciclo” di rinnovo degli alberi, che in città è spesso programmato), un altro è la rinuncia definitiva, che ha fatto storcere il naso anche a chi aveva visto le piante tagliate nell’arco dei mesi scorsi e pensava – appunto – ad una progressiva sostituzione.

«Almeno da una dozzina d’anni erano malandate» dice Cassani, difendendo la scelta. Che peraltro viene ricondotta al “censimento” degli alberi che era stato completato nel 2015 dall’agronomo comunale e che già aveva visto tagli (da piazza Risorgimento a via Sanzio, per fare due esempi). «Le piante son state tagliate negli ultimi mesi, nessuno si è mai lamentato. Anzi: chi si muove con un passeggino o una carrozzina aveva difficoltà e si muove più facilmente».

E fin qui siamo alle ragioni del taglio. Ma in futuro? Rinuncerete per sempre al viale alberato? Quali sono le alternative?
«La soluzione che si sta valutando è inserire delle piante più nobili delle robinie, da posizionale sul lato “tennis club” della salita, dove non c’è marciapiedi, e in via Solferino».

Il tratto in salita: le piante tagliate si trovavano sul lato a sinistra nella foto, le nuove piantumazioni indicate da Cassani sarebbero a destra

E sul tratto rettilineo, vicino alle scuole? «Lì non saranno messe piante. Chi viene a dire che facevano ombra non dice il vero: ormai erano tutte malandate. Alcune erano anche a rischio di caduta. E con le radici danneggiavano i marciapiedi».

Ma non si potrebbe intervenire allargando il marciapiedi? Prevedendo una sede sufficiente per nuovi alberi…
Cassani chiude all’ipotesi: «Sarebbe un lavoro spropositato dal punto di vista economico. E soprattuto si restringerebbe la sede stradale, soprattutto sulla salita dove ci sono anche corsie ciclabili, che è importante siano garantite».

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 10 luglio 2018
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Commenti

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  1. Scritto da Rolo

    Ha proprio ragione il sig. Felice nel commento all’altro articolo, quell’ “inserire delle piante più nobili delle robinie” sa proprio di razzismo vegetale e forse il sindaco di Gallarate ancora non sa che c’è ben poco di più autoctono delle robinie, che se fossero state debitamente curate e potate non sarebbero state “malandate da una dozzina d’anni”. Le radici danneggiavano i marciapiedi, ma anche il sig. Cassani quando gira in auto danneggia la mia salute, allora gli togliamo la macchina?
    Anche dove risiedo io non c’è rispetto per le piante, ma almeno il mio Sindaco sta ad ascoltare e accetta un confronto anche se a volte inutile. Solo per questo banale motivo di democrazia sono lieto di non essere un cittadino di Gallarate (e tantomeno di Busto Arsizio).
    Vergogna!

    Rolando Saccucci

  2. Scritto da Felice

    Appuriamo che in Italia le piante si ammalano come del resto in molte altre zone del mondo. In Italia però si pensa solo ad accendere la motosega e tagliare, poco importa che le nostre città assomigliano sempre più a delle zone devastate, brutte, con moncherini di alberi che qua è là si ergono come ultimo grido alla invasione incontrollata del cemento.
    A fronte di questi tagli, sempre ben giustificati e controllati da un agronomo, quante altre piantumazioni vengono eseguite ? Ci potete dare un raffronto? A me sembra che siamo prossimi allo zero.
    Ovviamente poi in questa rappresentazione grottesca della realtà si trovano delle scusanti a dir poco bizzarre per questo paese :
    – allargare il marciapiede toglierebbe lo spazio alle piste ciclabili ….prima di tutto mi stupisco della presenza della pista ciclabile (solitamente in Italia non vengono fatte nemmeno per le strade nuove) e poi mi stupisco perché qualcuno si accorga che esistono anche altre tipologie di utenti della strada
    – gli alberi ostacolano il passaggio delle carrozzine. Finalmente qualcuno che si accorge che esistono anche le persone disabili o che semplicemente non riescono a camminare. Mi piacerebbe questa attenzione alle categorie più deboli anche quando vedo auto parcheggiate sui marciapiedi, auto nei posti riservati con le 4 frecce ed proprietari nei vari bar, moto parcheggiate sui marciapiedi che restringono il passaggio. Oggi i disabili sono venuti utili per giustificare il taglio di numerose piante.

    Non voletemi male male la grandezza di una città e dei suoi amministratori la si vede anche dalle azioni che fanno per pianificare una migliore qualità della vita per le generazioni future. Sinceramente a Gallarate vorrei vivere in pochissime vie….il resto sembra una citta progettata e guidata dal caos come molte altre collocate nello sciagurato alto milanese. Un delirio urbanistico nato da una progettazione folle ed assente, colate di cemento come non ci fosse un domani. Sinceramente, ma chi ci vorrebbe vivere in posti così?

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