Rolando Saccucci

  • Vive a Luino VA

I miei commenti (73)

  1. Ha proprio ragione il sig. Felice nel commento all’altro articolo, quell’ “inserire delle piante più nobili delle robinie” sa proprio di razzismo vegetale e forse il sindaco di Gallarate ancora non sa che c’è ben poco di più autoctono delle robinie, che se fossero state debitamente curate e potate non sarebbero state “malandate da una dozzina d’anni”. Le radici danneggiavano i marciapiedi, ma anche il sig. Cassani quando gira in auto danneggia la mia salute, allora gli togliamo la macchina?
    Anche dove risiedo io non c’è rispetto per le piante, ma almeno il mio Sindaco sta ad ascoltare e accetta un confronto anche se a volte inutile. Solo per questo banale motivo di democrazia sono lieto di non essere un cittadino di Gallarate (e tantomeno di Busto Arsizio).
    Vergogna!

    Rolando Saccucci

    in Come si interverrà su via Padre Lega

    10 luglio 2018 alle 15:42
  2. Anche Lei sig. Cavallin si vergogni!
    Vero che i pini marittimi non sono autoctoni, ma questa non è una buona ragione per abbattere alberi trentennali , ed anche se le loro radici erano superficiali (sarebbe bastato fare delle aiuole attorno a loro) bastava fare attenzione e sollevare i piedi, o è anche Lei uno di quelli che cammina guardando solo lo smartphone o Iphone che sia?
    Comunque è vero, cipressi uguale a cimitero, lei si che è un uomo d’altri tempi e legato alle tradizioni!
    Ma perchè non si unisce ai Sindaci di Laveno, Gallarate, Busto Arsizio, Luino, e Castelveccana e fondate il partito delle motoseghe? Potreste avere molti voti, nell’alto varesotto i boscaioli non mancano!

    Rolando Saccucci

    in Addio ai pini del cimitero: sono iniziati i lavori sul piazzale

    10 luglio 2018 alle 23:03
  3. Con questa presa di posizione la mia stima (per quanto possa valere) nei confronti dell’On. Gadda che ho apprezzato per la lotta allo spreco alimentare viene totalmente azzerata.

    Tengo a precisare che non faccio parte del Movimento di Di Maio o di Salvini, ma come ha già segnalato il Sig.Mainini le loro forze politiche sono da sempre state ostili, anche e soprattutto a Bruxelles, ai trattati internazionali (TTIP e CETA) così come attualmente normati, e questo già in tempi non sospetti quando erano all’opposizione; ora mantengono semplicemente le promesse, perché dargli torto?

    Nell’articolo si cerca solo di sminuire l’operato e la figura del sig. Di Maio, citando dati non del tutto veritieri e chi lo desidera li può raffrontare facendo una semplice ricerca su “Export Italy Canada” nel database di “Eurostat” e, scandendo il dato in valore per mensilità in milioni di euro, emerge un quadro “leggermente” diverso da quello menzionato dalla Sig.ra Gadda.
    Leggendo i dati ufficiali in valore, l’export italiano in Canada è aumentato tra 2016 e 2018 del 7,5%, ma ciò è successo in gran parte IN ASSENZA DI CETA, visto che il trattato è entrato in vigore solo a settembre e le migliori performance sono state registrate a marzo, giugno e luglio, con flessioni rispetto ai mesi precedenti a settembre, un recupero a ottobre, e una nuova flessione a novembre e dicembre 2017.Per quanto riguarda l’anno in corso, il 2018, rispetto ai primi 5 mesi del 2017 l’aumento dell’export è dell’1,5% e segue le stagionalità e le flessioni osservate nell’anno precedente, quindi senza poter neanche attribuire al CETA alcun effetto di stabilizzazione.

    Relativamente all’export di vino, considerando i primi mesi del 2018 (quelli di effettiva entrata in vigore, anche se in via provvisoria del trattato) e secondo i dati Istat, il primo trimestre si chiude con un lieve incremento dell’export italiano a valore (+0,4% a 73,3 milioni di euro) a fronte di una flessione nei volumi del 4% circa.

    Potrei anche intervenire sulla diminuzione di importazione di grano al Glifosato, dovuta non certo alle politiche del Governo precedente, ma alla cresciuta consapevolezza dei consumatori grazie a campagne contro il glifosato a cura, a puro titolo esemplificativo ma non esaustivo, di Grano Salus o Slow Food.

    Perché l’On. Gadda non menziona i danni causati all’export di Grana e Parmigiano?

    In questa risposta ho citato le fonti da cui ho ripreso i dati, Lei Onorevole, da dove ha preso i suoi?

    Perché ci segnala solo risultanze che riportano inevitabilmente a fatturati, guadagni e soldi per i grandi gruppi (nel suo caso dell’agroalimentare) dimenticando che una politica di sinistra dovrebbe invece tutelare anche le eccellenze italiane meno note e che saranno soggette all’italian sounding o le fasce più deboli come i piccoli agricoltori, produttori, artigiani, trasformatori e relative filiere che ogni giorno si spaccano la schiena e che con il trattato saranno destinate a scomparire?

    Cordialità da un suo ex estimatore.

    Rolando Saccucci

    in Gadda: “Di Maio antepone la sua carriera all’interesse del Paese”

    18 luglio 2018 alle 1:32
  4. Forse la dignità del lavoro non dipende dal posto fisso, ma la dignità della persona in gran parte si.
    Con il posto fisso o comunque a lungo termine le persone possono scegliere se mangiare una pasta scondita e solo bollita, o non mangiare. Con la dignità del lavoro difesa dal Sig. Razzisa si è invece costretti a farlo, a saltare i pasti, a non onorare i propri impegni.

    La dignità data dal lavoro fisso evita l’umiliazione di recarsi alle mense o ricorrere ai miseri pacchi dati dall’assistente sociale spesso con la dicitura “donato dall’Unione Europea” (o simile), o alla Caritas per avere un paio di scarpe di un’altra misura….
    Se la dignità del lavoro è quella di avere un contratto per mezza o una giornata al mese, magari chiamati la mattina stessa dalle agenzie interinali che il sig. Razzisa rappresenta, allora proprio non ci siamo…

    Bello farsi intervistare e parlare di dignità con la pancia e il portafoglio pieni e potere pensare anche di dove andare in ferie, perché non intervistate qualcuno che ricorre alle agenzie interinali e la cui unica considerazione permanente, come un chiodo fisso, è quella di pensare “chissà se domani mi chiameranno…”
    Perché le agenzie rappresentate dall’intervistato non accettano solo incarichi per personale per un minimo di 15 giorni? Perché spesso per lo stesso lavoro vengono chiamate sempre le stesse persone e c’è poca, se non nulla turnazione nel personale? Perché le aziende necessitano di persone per 15 giorni alla volta o mese per mese o trimestralmente ma con durate complessive di più di un anno e non assumono direttamente con contratti a tempo determinato ma si rivolgono quasi esclusivamente alle agenzie interinali?

    “Primum vivere, deinde philosophari” dicevano i latini; il Sig. Razzisa vive e può fare della filosofia, a chi è impedito di scegliere tra il mangiare e il non farlo, ha invece poco da filosofare.

    La dignità del lavoro fisso dona dignità alla persona. Se lo ricordi Sig. Amministratore Delegato, e questo glielo dice un pensionato che non ha dato la propria preferenza agli attuali governanti, ma le acque andavano mosse perché la dignità che ne deriva è una cosa seria.

    E poi basta con il terrorismo che si perderanno posti di lavoro: se le aziende hanno lavoro gli occupati aumenteranno, se non hanno lavoro gli occupati diminuiranno in ogni caso.

    Rolando Saccucci

    in “La dignità del lavoro non è quella del posto fisso”

    7 agosto 2018 alle 23:26
  5. Egregio Sig. Razzisa, le premetto che io non ce l’ho con lei (nemmeno la conosco) ma piuttosto con il sistema delle agenzie interinali che lei rappresenta; un sistema che lei vuole farci credere roseo e ricco di possibilità, che addirittura fa dei corsi professionali.
    Lei fa bene a difendere il sistema che la fa mangiare, ma io conosco diverse persone che ricorrono alle varie agenzie sparse sul territorio e anche in altre Regioni, ma a nessuna è mai stato proposto di partecipare ai corsi di Forma.Temp . Possibile che della quindicina di persone da me conosciute nessuna rientri nel 60,-% da lei citato? Certo questi disoccupati hanno quasi tutti titoli di studio che non supera la terza media, è forse per questo? Per partecipare c’è qualche regola che richiede un diploma?

    Poiché non conoscevo Forma.Temp ho fatto una breve ricerca nel web e a parte il fatto che se le aziende non aderiscono al Fondo i suoi occupati temporanei non possono fare i corsi (e questo lei non lo ha detto), ho trovato questo sito che invito i lettori a leggere e che lascia molte perplessità sul Fondo stesso: http://www.precaria.org/precarieta-e-welfare-la-trappola-di-forma-temp.html

    Insomma a mio parere le agenzie interinali sarebbero da eliminare o riformare profondamente perché procurano lavoro anche a ore o a giornata che chi ha difficoltà, è onesto e vuole almeno dare un minimo di cibo alla sua famiglia è costretto ad accettare, anche con retribuzioni da fame.
    Certo, le agenzie interinali rispettano i minimi salariali ma un po’ di buonsenso proprio non guasterebbe e basterebbe che nelle contrattazioni con le aziende non si giochi sempre al ribasso, perché chi ne fa le spese è sempre e solo il lavoratore più debole e bisognoso; un po’ il principio che ha colpito le recenti tragedie pugliesi nel settore della raccolta dei pomodori.

    Tralascio per ora la questione delle chiamate sempre degli stessi lavoratori chiamamola “per simpatia” anche per periodi molto lunghi con rinnovi mensili o trimestrali come pure quella dei rinnovi oggi per domani, o chiamate oggi per oggi: si aprirebbe un mondo di devastanti incertezze psicologiche e ricatti morali senza fine.
    Fosse per me tornerei al vecchio ufficio di collocamento, il numeretto, code al mattino si, ma i posti venivano assegnati in base a graduatorie effettive e non alle simpatie.

    Suggerirei alla Redazione di VareseNews di intervistare un po’ di postulanti un lavoro all’uscita dalle varie agenzie interinali del varesotto… sarebbe interessante sapere cosa dicono!

    Rolando Saccucci

    in Rasizza: “Il lavoro non è una partita di calcio”

    9 agosto 2018 alle 18:23
  6. Per Felice.
    Benritrovato Sig. Felice, pur non facendo parte (almeno per il momento) del Comitato di Piazza Libertà, anche io faccio parte del manipolo, come lo chiama lei, che contesta la decisione di abbattere gli ippocastani e questo non rappresenta immobilismo che è il non fare nulla ed accettare passivamente, ma più concretamente un invito a migliorare, proporre e fare, senza dimenticare il proprio passato (legga la risposta a Sca); i tecnici se vogliono possono sicuramente fare in modo che la nuova pavimentazione non sia toccata dalle radici secolari, altrimenti che tecnici sarebbero?
    In quanto alle palme, venga a Luino, conti le ville e le palme poi mi dica in che rapporto sono tra di loro. Inoltre storicamente, dalle immagini che ho, non mi risulta che sul lungo lago ci siano mai stati esemplari di tale specie invasiva.
    Relativamente alle idiosincrasie, guardi la prima e la terza foto di quest’articolo e risponda sinceramente: le sembra di più un campo da tennis, un campo di bocce o…. (forse) una piazza?
    Cordialità.

    Rolando Saccucci

    in Luino, la città che litiga sulla piazza

    22 marzo 2018 alle 20:42
  7. Vero Sca,
    Luino è migliorata verso il bello e bisogna anche dare atto al Sig. Sindaco di sapere ascoltare, ma il problema non è questo ma è quello del mancato rispetto per il paesaggio rappresentato, in questo caso, dalle specie vegetali e quindi della propria storia che forse non volutamente si cerca di cancellare.
    Se rilegge l’articolo il terzo capoverso cita “I tecnici hanno valutato questa ipotesi per via delle radici degli alberi che rischierebbero di rovinare le aiuole”.
    Per via delle radici? Gli ippocastani sono centenari (e se fossero stati manutenuti avrebbero anche un bell’aspetto) e sono li da ben prima della progettazione, sono quindi i tecnici che devono trovare il modo per fare si che le radici non intacchino la pavimentazione, non il contrario!
    Se legge l’altro mio intervento “Perchè Luino non ama gli alberi?” alla fine potrà vedere come in Giappone hanno addirittura costruito una stazione attorno ad un albero secolare; questo si chiama rispetto per la tradizione, il paesaggio e la cultura di chi non vuole solo distruggere.
    Gli alberi sono vita

    in Luino, la città che litiga sulla piazza

    22 marzo 2018 alle 20:26
  8. Buonasera Sig. Buzzi,
    anche io non sono residente a Laveno e quella strada l’ho percorsa forse un paio di volte in meno di lei.
    Rispetto la sua lode ai lavori, anche perchè non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire e sono contento per lei che oltre a sentirsi più sicuro nel percorrere 400 metri avrà modo di godere di una piacevole vista sul nuovo (chissà quando) marciapiede, ma io continuo a non condividere un’insensata cementificazione che non reca vantaggi e mi piacerebbe conoscere il parere dei residenti in quel tratto di strada.
    Relativamente agli scarichi reflui delle ville sul lago è ovvio che il quesito non fosse rivolto a lei e sarebbe bello e chiarificatore se qualcuno del Comune di Laveno Mombello avesse la compiacenza di farci sapere come vengono gestiti.

    in La via tra Laveno e Castelveccana è stata riaperta: era chiusa da marzo

    23 agosto 2017 alle 22:34
  9. Sig. Buzzi buonasera, certo l’articolo spiega ciò che è stato fatto deve riportare i fatti no? Ed i fatti sono conseguenti all’evitare la possibilità di fare un marciapiede utilizzabile anche dai diversamenti abili e rifare le tubature (magari sotto il predetto marciapiede) senza abbattere i tigli ma dietro di loro in quanto, se lei provasse ad utilizzare Google Maps per quel tratto di strada si renderebbe conto che la cosa sarebbe stata possibile. E sempre utilizzando il satellite della predetta applicazione si renderebbe conto che nel lato a monte di Via Luino sarebbe ancora possibile sbancare quel tanto che basta per rendere più agevole la circolazione senza costruire viadotti di sorvolo come li chiama lei. A proposito delle ville a picco sul lago, mi piacerebbe proprio sapere e sono collegate alla rete fognaria comunale o se hanno pozzi perdenti, chissà….
    Comunque se i lavori fatti l’aggradano, sono contento per lei.
    Cordiali saluti.
    Rolando Saccucci

    in La via tra Laveno e Castelveccana è stata riaperta: era chiusa da marzo

    19 agosto 2017 alle 0:59
  10. Buona sera sig. Bustocco-71, anche per lei vale la considerazione che ognuno può disporre dei propri soldi come meglio crede. Se qualcuno li donasse ad un museo per opere di restauro lederebbe i diritti di qualcuno o migliorerebbe la cultura della società? Anche aiutare gli animali e le loro associazioni è umanità, non è questione di importanza ma di scelta ed ognuno può scegliere di oblare come meglio crede senza che il Sig. Felice di turno abbia da ridire. Se lei stesse male o fame può chiedere aiuto e comunque farsi capire, gli animali no, si affidano e si fidano completamente a noi.
    Rolando Saccucci

    in Dona 5mila euro al canile: «Piuttosto che allo Stato, li do ai cani»

    25 aprile 2017 alle 17:25
  11. No sig. Felice, la sua personale crociata contro gli animali domestici ci annoia e non poco, ed è pure fastidiosa. Se proprio vuole scocciare con la sua paranoia metta il suo “mi piace” qui: https://www.facebook.com/basta.cani.che.abbaiano/ ,così siete tutti tra di voi e non
    Non ho capito la storia dell’ambulanza, era per lei o per chi?
    Come ho già avuto modo di dire non ho cani, ma mi piacciono molto, eppure ho vicini con cani (ben 6) che abbaiano, ululano o piangono ed è vero, spesso sono fastidiosi, ma provi a seguire i consigli di questo link: http://it.wikihow.com/Far-Smettere-di-Abbaiare-il-Cane-del-Vicino (con me ha funzionato) oppure si rivolga ad un legale cercando di fare valere le ragioni dell’Art. 659 del Codice penale.
    In ogni caso la smetta di tediarci qui!
    In quanto alla donazione ognuno dei propri soldi ci fa quel che vuole, indipendentemente dal fatto che sia italiano o svizzero, padano o meridionale, americano o russo, non crede? In uno Stato civile dovrebbero essere solo le Istituzioni ad aiutare le persone in difficoltà e non sfruttare le realtà di volontariato che continuamente elemosinano contributi.

    in Dona 5mila euro al canile: «Piuttosto che allo Stato, li do ai cani»

    25 aprile 2017 alle 16:42
  12. Il Sig. Gambirasio ha tutte le ragioni per reclamare giustizia e solidarietà perchè in un Paese civile certe cose non dovrebbero accadere.
    Quello che non capisco è il nesso tra i disservizi di Trenord, compresi gli ascensori non funzionanti, e gli amanti degli animali. Il Sig. Felice proprio non può farne a meno di tirare in ballo cani e gatti….! Mah…!

    in La fatica doppia di un pendolare con disabilità

    21 dicembre 2016 alle 1:23
  13. Sig. Bustocco-71 buonasera. La mia risposta è affermativa, è sicuramente possibile conoscere prima il carico trasportato, sia con le moderne tecnologie sia per il fatto che il trasporto merci viene sempre programmato con qualche giorno di anticipo sia dagli spedizionieri che dalle società di groupage, senza dimenticare le aziende che fanno logistica. Di regola nessun carro dovrebbe essere agganciato all’ultimo istante. E’ ovvio che non devono essere i cittadini ad essere a conoscenza di ciò che è trasportato, ma le stazioni che smistano i carri, le forze dell’ordine, ed i vigili del fuoco sicuramente si in quanto devono sapere come intervenire in caso di incidente. In quanto all’autostrada la mia risposta è si, ed ogni volta che sorpasso un bilico penso a cosa possa trasportare. Un cordiale saluto e grazie per avermi risposto.

    in Arriva Alptransit, ecco il sottopasso di Laveno

    28 ottobre 2016 alle 0:48
  14. Concordo pienamente con il Sig. Duilio e poi sappiamo perfettamente che ormai ad essere spennati saranno solo i turisti, perchè chi percorre la SS629 sa perfettamente dove si trovano le installazioni “rubasoldi” (e che non si parli di prevenzione e sicurezza).
    Per ridurre i tempi d’attesa dei semafori, non sarebbe opportuno eliminarli e proporre ad ANAS di costruire delle rotonde che ormai sono dappertutto anche dove non servono? Se ANAS non ha i fondi potrebbero essere i Comuni “recordatari di incassi” a finanziare le opere, dimostrandoci quanto ci tengono al minor inquinamento causato dagli automezzi fermi in attesa del verde….

    Rolando

    in A Comabbio il primato lombardo di multe per l’autovelox

    13 ottobre 2016 alle 1:03

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