| Riceviamo e pubblichiamo
Resoconto positivo dell’incontro con l’ente governativo che sovrintende il corso d’acqua del torrente Arno a Samarate L’ingegner Maio e il geometra Landolfi si sono prefissi di tranquillizzare le persone che vivono il disagio di finire a mollo, quando il torrente Arno nelle stagioni piovose, evade le sponde e finisce nelle case. Da subito l’ingegn. Maio ha illustrato quello che risulta essere l’intervento decisivo prossimo per salvare Gallarate e le residenze dopo la città più importante. Esistono progetti e quindi i disegni dell’opera che si andrà ad appaltare in una zona ampia coltivata zona boschiva, tra il paese di Cavaria le barriere autostradali, la zona di Cassano Magnano e la zona nord di Gallarate. L’opera risulta essere finanziata con venti miliardi e verrà appaltata dopo aver ricevuto il parere senz’altro positivo a loro dire, della commissione ambiente. I disegni evidenziano l’estensione di terreno perimetrata che sarà ancora coltivata, all’interno di questo grande quadrilatero con siepi e vallepieni affluirà il corso del torrente che sarà perciò deviato come da progetto ora risulta parallelo all’autostrada. I due esperti hanno ribadito il fatto con un certo orgoglio,e con questa opera se dovessero entrare i famosi novanta metri cubi d’acqua al secondo, che causano le alluvioni, comunque zona posta a valle ne uscirebbero al massimo venticinque, si andrebbe a esondare con tale opera, una vasca artificiale dove risulta esserci posto per tutta l’acqua possibile e immaginabile alle nostre latitudini, così si salverebbe l’abitato di Gallarate e Samarate e quant’altro. A nord del torrente Arno ci saranno interventi definiti ad aumentare il calibro del torrente. Nessuna parola circa le osservazioni arrivate all’Ente governativo da parte di enti e associazioni al Piano di Assetto Idrogeologico PAI, di cui questa è una delle opere. I comitati e associazioni chiedono da sempre di che natura sono le decine e decine di immissioni regolari e irregolari denunciate a loro tempo. Si immettono lungo tutto il corso del torrente scarichi di tutta la zona di Varese. La Provincia ha competenza ma anche l’Ente nazionale dovrebbe conoscere lo stato dei liquidi per dire ed esprimere il proprio parere, il concetto, la propria opinione che nel fiume deve scorrere, in tali vasche sedimentare nel caso questo accada, solo acqua se possibile pulita e non scarichi fognari delle amministrazioni comunali, misti a scarichi industriali delle aziende private della zona. Gli ambientalisti si chiedono da anni ormai, e chiedono alla Provincia ,all’USSL, al Governo ancora di che natura siano le immissioni, e se a tal riguardo siano previsti interventi urgenti.
Giampaolo Busellato Circolo Valdarno P.R.C.
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