Antidroga, gli infallibili agenti a quattro zampe

Addestramento continuo, orari di lavoro accettabili e pensione dorata. Inchiesta sui campioni della Gdf

Ma i cani antidroga sniffano cocaina? Pare di no. E allora come fanno ad andare a caccia dello stupefacente? Questione di addestramento e di empatia con il padrone, ovvero il conduttore; il compagno di tutta una vita di lavoro. Fuori dai luoghi comuni o dalle normali curiosità su questi servitori dello Stato, la vita da cane finanziere non è poi così dura come potrebbe sembrare ai profani. Alloggiati in una decina di gabbie, all’angolo della caserma delle Fiamme Gialle di Malpensa, i campioni della lotta al narcotraffico saltano felici alla vista dell’addestratore, un maresciallo dell’Unità cinofila della Guardia di Finanza. Fag, Canto e Ibon, questi alcuni dei loro nomi, sono incontenibili ma non torcerebbero un capello a nessuno. Sono così. Dei normali cagnoloni, giocherelloni finché si vuole, ma efficienti fino all’eccesso. E tutto perché scovare cocaina, eroina o hashish per loro è in fondo un gioco. Che poi, ridotto ai minimi termini, è l’essenza del loro lavoro.

Ed ecco svelato il segreto delle unità cinofile.

Come si ottiene un segugio antidroga? Il miracolo lo compie un asciugamano arrotolato. Dicesi manicotto. Ogni volta che il cane fiuta l’odore della sostanza trova in quel punto il manicotto. E’ il premio. Lo può mordere, inseguire, ma soprattutto deve sapere che il conduttore giocherà ogni volta con lui. Il trucchetto si ripete anche quando si comincia a fare sul serio, alla dogana dell’aeroporto. E così, mentre il corriere della droga, in manette, viaggia verso il carcere, il finanziere a quattro zampe ottiene la sua mezzora di gioco. Fa piacere sapere che i narcotrafficanti possono essere sconfitti dalla forza dell’amicizia tra l’uomo e l’animale. Eppure è così. In fondo è anche romantico.

E anche dal punto di vista sindacale la vita del cagnone è simile in tutto e per tutto a quella del finanziere. Cinque/sei giorni di lavoro la settimana, sette ore di pattugliamento, con intervalli di dieci minuti. Ferie pagate, corsi di aggiornamento, assistenza sanitaria, vitto e alloggio garantito. E alla pensione una dignitosa sistemazione. Garantita dal diritto di prelazione nell’acquisto del cane da parte del suo conduttore. Cosa che accade nella maggior parte dei casi. Altrimenti è per lui già pronta la pensione dorata di Castiglione del Lago. Relax, prati verdi, altri cani con cui pascolare nella tenuta. Insomma una vita che non ti immagini.

Nella caserma di Malpensa si raccontano leggende da libro cuore. Conduttori che sospendono le ferie per stare vicino al cane ricoverato in clinica, notti insonni, telefonate tra i parenti. Ma vederli in azione in aeroporto dà la dimensione della straordinaria abilità dei cani. Anzi, di cane e conduttore. Perché, come sottolineano gli addestratori, uomo e animale, quando lavorano, sono la stessa cosa. Vero. E la prova ce l’abbiamo nel settore doganale dell’aeroporto. Fag gira al guinzaglio del militare. Segue tutte le scie, mentre cammina a zig-zag dietro i passeggeri. All’improvviso si attacca a un bagaglio. Sembra abbia trovato qualcosa, invece no. Ogni giorno i cani seguono centinaia di scie, attirati da una miriade di odori. Ma è solo il conduttore, che conosce l’animale, a sapere se ha davvero annusato droga.

Sono tutti pastori tedeschi. Una razza scelta per l’equilibrio del carattere, la vivacità, ma anche perché tra quelle che hanno la maggiore estensione di mucose olfattive nei cavi respiratori. Impossibile stabilire delle graduatorie. Maschi e femmine sono bravi uguali. Chi sia poi il campione di sequestri non c’è modo di saperlo. Tutti bravi, tutti campioni. Una distinzione va invece fatta per i cani antiterrorismo. Sono docili, ma guai ad avvicinarsi troppo. Se dovesse succedere qualcosa al loro conduttore allora la situazione diventerebbe pericolosa. La loro presenza a Malpensa è molto discreta, ma quanto basta per incutere rispetto.

Infine una curiosità. Non tutte le ciambelle riescono col buco. Si racconta che qualche tempo fa arrivò a Malpensa un cane ben addestrato. Ma sfortuna volle che si scoprì terrorizzato dai carrelli portabagagli. Ora lavora tranquillo alla dogana di Tarvisio. Il tran-tran quotidiano e la prospettiva di una bella pensione. Un po’ lontano dalle luci della ribalta, ma si accontenterà.

Un’alchimia che nasce a Castiglione del Lago, vicino Perugia, dove le "Fiamme gialle" selezionano e incrociano pastori tedeschi pronti a diventare agenti scelti. Dopo una decina di mesi il trasferimento a Intimiano, vicino Como, dove ha sede il centro di addestramento. Qui i "cuccioloni", come vengono chiamati, vengono assegnati al conduttore, il finanziere che opererà con loro per l’intera vita lavorativa.

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Pubblicato il 20 Marzo 2001
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