Varese ascolta il segreto grido degli angeli

Tutto esaurito questa mattina al salone Estense per il convegno "ladri di Angeli", dedicato alla violenza sui minori

Un salone Estense colmo di persone, e colmo di relatori, ha salutato l’interesse che la città dimostra nei confronti del disagio minorile, e delle segrete violenze riposte tra le case "normali". Il convegno "Ladri di angeli", svoltosi questa mattina, ha lanciato molti spunti su quello che è un problema più diffuso di quanto si pensi, più delicato di quanto si immagini, più innominabile di quanto ci si aspetti.

"Certi fenomeni di sfruttamento sono frutto del potere del denaro e dei soldi" ha spiegato tra gli altri Agostino Abate, sostituto procuratore a Varese,che ha parlato della complicità e del proftitto legato ai reati sessuali. Un’illegalità diretto prodotto della società, come ha sottolineato anche Anna Maria Bottelli, vicesindaco di Varese ma soprattutto – in questo frangente – pediatra, che ha voluto ricordare come "il bambino non è solo figlio dei genitori ma anche figlio della società".

Una società troppo abituata alle iperboli, forse "drogata" dalla stampa sempre alla ricerca di grandi notizie: "Nel dare questo genere di notizie, si tende troppo o a esagerarle o a sottovalutarle, un modo di fare che non aiuta a perfezionare i metodi di risoluzione dei problemi" ha spiegato Marcello Cesa Bianchi, direttore dell’istituto di psicologia medica dell’università statale di Milano "ma bisogna ammettere che negli ultimi anni la sensibilità all’argomento è aumentata moltissimo, e con essa le denunce e la conoscenza del problema".

"se vogliamo che i nostri figli abbiano una buona relazione con la vita, cioè con il futuro, dobbiamo aiutarli a capire il valore etico del lavoro, dello studio, dobbiamo credere che il futuro esista, che ci sia quel tempo in cui si realizzerà il vero sé, il proprio progetto, la propria vocazione": è allo psicologo Renato Soru che viene affidata la parola di speranza sull’argomento, che lancia anzi lui stesso "l’idea più che mai necessaria della speranza". Una speranza in un futuro che possa lenire le ferite subite dai ragazzi violati.

Ragazzi che, unico neo in un convegno così partecipato, non si sa se e e quanto possano essere varesini: nessun dato e nessuna citazione pubblica ha infatti reso evidente in quale misura il problema delle violenze in casa incida nella società varesina e provinciale. Una misura ipotizzabile solo attraverso la presenza di molti operatori chiamati a lavorare sul territorio, tutti pronti a prendere appunti sul’argomento.

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Pubblicato il 10 Marzo 2001
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