Richiedenti asilo sfrattati per creare un centro per asilanti

Da lunedì 25 giugno undici persone in attesa di asilo dovranno essere sfrattati da una palazzina di via Pola per fare posto al centro d'accoglienza di "Varese accoglie"

A Varese gli asilanti fanno posto agli asilanti. A pochi giorni dalla pubblicizzazione del progetto "Varese accoglie" l’accordo tra Caritas, Prefettura e Comune di Varese rivolto alle persone che sempre più, a partire dalla apertura dell’hub di Malpensa, scelgono la nostra provincia per sbarcare in Europa e chiedere asilo politico, è scoppiato il caso di via Pola, una casa gestita dalla Caritas che da lunedì 25 giugno verrà ristrutturata e messa a norma  come centro di prima accoglienza per accogliere circa 18 asilanti. Ma che, proprio per diventare centro di accoglienza, dovrà sfrattare gli undici occupanti della casa: due di essi hanno già ottenuto il riconoscimento di rifugiati politici da Roma , sette lo stanno aspettando e due stanno facendo le pratiche per farsi dichiarare apolidi.

"Dieci giorni fa la segretaria della Caritas diocesana ci ha consegnato una lettera in cui si diceva che dovevamo essere fuori per lunedì, in modo da permettere i lavori di ristrutturazione – spiega Dora, cubana, in Italia da due anni con il marito e in attesa da oltre sette mesi di avere risposta da Roma sulla sua richiesta di asilo politico – quando abbiamo chiesto ‘e noi cosa faremo, poi?’ ci hanno risposto di cercarci un amico che ci ospitasse. Non è mica facile…" 

La palazzina è un lascito privato a favore dell’istituto Molina che l’istituto stesso aveva affidato alla Caritas proprio con le prime emergenze, secondo quanto ha raccontato il consigliere comunale Carlo Scardeoni e la situazione, in effetti, ha del paradossale: con la palazzina di via Pola a Varese è stato trovato un posto che per risolvere il problema degli asilanti mette in difficoltà dei richiedenti asilo. "Da lunedì sera queste persone non sapranno dove andare a dormire, e si ritroveranno sotto i ponti o alla stazione. Una responsabilità che compete al Prefetto – spiega Carlo Scardeoni, consigliere comunale a Varese di rifondazione comunista – perché a lui il ministero li ha affidati in attesa di una risposta definitiva sul loro stato civile. E se il prefetto non si fa carico di questo, noi proponiamo a loro di andare a dormire proprio in prefettura. Anche perché un anno e mezzo fa proprio il prefetto ha rifiutato l’ex mensa della Dansi che era stata offerta proprio per rifugiati in occasione della guerra del Kosovo".

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Pubblicato il 23 Giugno 2001
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