Dai giudici uno schiaffo a Castelli. Dalla piazza applausi a Borrelli

Le toghe disertano per protesta l’incontro con il ministro

Arriva il ministro della giustizia Castelli, ma il procuratore capo di Milano Francesco Saverio Borrelli gli ruba la scena: al magistrato vanno infatti gli applausi della piazza, al magistrato va l’attenzione di telecamere e cronisti. E’ stato l’elemento saliente di una mattinata caratterizzata da un altro fatto di rilievo: lo "schiaffo" dei giudici varesini al guardasigilli. In segno di protesta infatti la magistratura di piazza Cacciatori delle Alpi aveva deciso di non partecipare alla cerimonia di inaugurazione del palazzo di giustizia (cerimonia che ha strappato anche qualche sorriso ironico, essendo l’edificio funzionante da tre anni): ebbene, la protesta ha avuto largo successo poiché su 30 giudici, solo quattro erano presenti stamattina nell’aula dove ha parlato Castelli; ai quattro dissenzienti vanno aggiunti solo il presidente del tribunale Franco Mancini e il capo della procura Giovanni Pierantozzi presenti però in quanto "padroni di casa". Tutti gli altri sono rimasti regolarmente nei loro uffici o nelle aule d’udienza; l’iniziativa dei magistrati di Varese ha avuto una approvazione d’eccellenza, ed è stata quella di Borrelli: «Così come ho detto in occasione delle dimissioni del vertice dell’Anm – ha detto il procuratore di Milano – sono con la mente e con il cuore dalla parte dei miei colleghi di Varese; la loro protesta ha il mio appoggio». Molto duro il documento diffuso dalle toghe varesine, che giudica gravissima la delegittimazione in atto dell’ordine giudiziario e ritiene necessario sensibilizzare l’opinione pubblica "sulla funzione di controllo della legalità, oggi sottoposta ad espliciti attacchi nel disprezzo della separazione dei poteri costituzionalmente prevista". La protesta dei magistrati ha avuto una eco stamattina anche in piazza Cacciatori delle Alpi: davanti al tribunale si sono infatti radunati una cinquantina di manifestanti con bandiere dei Ds, dell’Ulivo, della Cgil; sono stati "frontegiati" da un gruppetto di simpatizzanti leghisti, meno nutrito. All’arrivo di Borrelli dal fronte della sinistra sono partiti scroscianti applausi, mentre Castelli è stato accolto da sonori fischi ai quali hanno fatto da contrappunto gli applausi leghisti. Tra i due schieramenti è volata anche qualche parola di sfottò, è partita qualche scintilla tenuta però sotto controllo dalle forze dell’ordine. Soddisfatto dell’esito della giornata si è detto il presidente dell’Anm di Varese, il pm Agostino Abate: «La nostra assenza e il nostro silenzio si sono rivelati la più eloquente delle proteste».

 

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Pubblicato il 10 Dicembre 2001
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