Fassa lancia il suo progetto per la città, per Varese e per l’Ulivo

Allo scoperto la prima candidatura per Palazzo Estense

“Un’avventura romantica che riavvicini i cittadini alla politica e all’amministrazione”.  Così ha motivato Fassa la ragione per cui i varesini dovrebbero fidarsi di lui e della sua squadra e votarlo. Un’avventura che non ha nel romanticismo astratto la sua componente maggiore, ma che fonda le radici in un progetto politico ben definito. «Inauguriamo oggi, a Varese e per Varese, un processo radicalmente nuovo: la proposta civica, su cui più volte si è dibattuto in questi ultimi tempi, si coniuga con quelle di tradizione laica, democratica e liberale. Una vera alleanza cittadina che correrà con una propria lista alle prossime elezioni amministrative». Inizia così il documento sottoscritto da VareseCittà, dai repubblicani europei, dai radicali, dai democratici di sinistra e dai comunisti italiani in appoggio alla candidatura di Raimondo Fassa.

Un listone unico quindi, ma che per bocca del candidato sindaco e dei suoi alleati non è contro i partiti, ma ne vuole valorizzare ragioni, idee e valori. Non la pensano allo stesso modo i dirigenti della Margherita e dei dipietristi che restano fuori, almeno per ora, da questa aggregazione. Malumori anche in casa Ds, dove la sinistra interna ha diffuso un documento che vorrebbe veder ridiscusse le decisioni della quercia cittadina.  A proposito della Margherita e dei popolari Fassa ha lanciato un ponte che fa leva dalle anime stesse di quelle due forze. «Sono stato tra i fondatori di Centocittà in cui i democratici avevano un forte peso come oggi nella Margherita. Ai Popolari dico che io, come loro, mi rifaccio alla dottrina sociale della Chiesa e lungi dall’essere io come un principe feudale, credo nella collegialità della politica ed è per questo che faremo sapere subito agli elettori quale sarà la squadra che guiderà il governo cittadino».
Lo sforzo sembra quindi quello di valorizzare ancor di più lo spirito dell’Ulivo e al tempo stesso andare oltre, allargarlo a nuove esperienze ed idee. Restando al dato politico Fassa non crede che i partiti siano depositari di rendite elettorali. Ognuno cerca consensi in un’area, ma nessuno può credere di essre depositario diretto di quei voti. «Certo sarebbe megli avere la Margherita, ma non si va un passo più avanti credendo di conquistare i semplici propri voti. sarà più difficile, ma se non avremo una forza organizzata di centro quei voti li cercheremo noi».

Sul piano dei programmi Fassa non si è sbilanciato molto. Ha solo affermato che non apprezza la politica dell’annuncio e che quindi vanno fatti patti chiari con gli elettori e che bisogna puntare ad alcuni grandi progetti e lavorare seriamente su questi. Nel concreto ha indicato alcune idee per il turismo quali il completamento della funicolare, il ripristino dell’area pedonale a Sacro Monte, ultimare i lavori dell’Area Cagna in modo di fare di Biumo un piccolo "quartiere latino" di Varese e da ultimo alcune politiche sociali. Forti critiche alla politica culturale della città e al teatro tenda definito un’oscenità per la città.
Fassa ha anche motivato le sue scelte e la determinazione di andare avanti per la strada scelta. «Ho lasciato la Lega perché un movimento autonomista a un certo punto della propria storia ha due strade aperte: una quella di diventare un movimento separatista, razzista, chiuso, l’altra quello di una forza liberale. Quest’ultima strada era ormai chiusa e quindi non aveva più senso che io restassi lì».
Fassa e gli altri leader hanno spiegato le proprie scelte e la volontà di dare un governo diverso alla città. Una preoccupazione comune quella di battere una destra e una Lega che a loro modo di vedere avrebbe già dimostrato la propria incapacità di governare.
L’idea della lista cittadina così come spiegata da Fassa e dai suoi ha innegabili segnali di novità, ma anche se velata e nascosta, pesa la spaccatura che si è creata in seno al centrosinistra.
Nei prossimi giorni sarà possibile capire meglio come si comporranno gli schieramenti di questa parte politica.
Si attendono le mosse dell’altro schieramento di cui per ora si hanno solo indiscrezioni.

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Pubblicato il 19 Gennaio 2002
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