Cairate intima l’alt a Cassano «Tangenziale sud? Vedremo»

Il sindaco Clara Fanton risponde a Claudio Grimoldi: non c'è niente di deciso, dobbiamo valutare se è un'opera indispensabile

La tangenziale sud che sposterà il traffico dal centro di Cassano Magnago non è un dogma. Anzi, il comune di Cairate non ha ancora deciso se la vuole o meno. Così, il sindaco Clara Fanton, (foto) dopo l‘intervista del vicesindaco di Cassano Magnago Claudio Grimoldi a Varesenews, mette un punto di domanda sull’opera viabilistica più importante per il comune cassanese.
«A Cairate una strada di questo tipo non serve – spiega il sindaco Fanton – però non escludiamo che si possa arrivare ad un accordo, in nome dell’interesse generale dell’intera zona, ma prima vogliamo pensarci bene. Con Cassano stiamo discutendo. La prima ipotesi di tracciato l’abbiamo rifiutata perché faceva confluire il traffico al semaforo di Bolladello, creando un intasamento. Sia chiaro, non vogliamo generare contrapposizioni con la giunta di Cassano, di cui abbiamo la massima stima, ma semplicemente ribadire che non faremo le cose a caso e che un nostro eventuale assenso ha bisogno ancora di attente valutazioni».
La giunta civica di centrodestra ha davanti a sé alcuni mesi di fuoco, dal punto di vista urbanistico. I 7 miliardi di lire che arriveranno con i finanziamenti statali Prusst saranno dedicati a viabilità e infrastrutture. Si parla di risistemazione della via che scende alla ex cartiera, di una nuova scuola media, di un parcheggio per il monastero. Oltre a questi una nuova tranche di miliardi sarà proprio destinata al monastero, storico monumento simbolo. La complessa manovra andrà però affrontata in un quadro globale: varianti di prg e centri storici. Cairate, piccola città, sta per fare le cose in grande. Dopo la pioggia di fondi statali da Roma, che colpiranno in gran parte proprio questo comune, all’interno del Prusst è entrata anche la riqualificazione della Valle Olona. Nell’immensa città di archeologia industriale che passa in valle, un soggetto misto pubblico-privato, Sogeiva, attraverso la formula dei piani integrati di intervento, condurrà la resurrezione dell’area per attività terziarie, industriali, e altro. Si tratta di un patrimonio immenso: 500mila metri quadri almeno, vincolati a standard comunale, dove cioè il municipio può decidere quello che gli pare, e che oggi sono un’immensa baraccopoli, con in mezzo dei vasconi di stoccaggio e trattamento liquami provenienti dalla discarica di Gorla. Tre anni di grandi modificazioni, che avremo modo di spiegare in futuro.

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Pubblicato il 21 Marzo 2002
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