Visconti e Albizzati: «Il bilancio di previsione è un manifesto elettorale»
Approvato dal consiglio il documento, la discussione si è presto trasformata in una serie di considerazioni politiche sui nove anni dell'uscente amministrazione Galli
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Finalmente approvato il bilancio di previsione del 2002. Inevitabile il fatto che la seduta consiliare di ieri sera, lunedì 18 marzo, si sia trasformata in una serie di considerazioni politiche sui nove anni di amministrazione Galli. Tutta la minoranza ha così effettuato una serie di lunghissime dichiarazioni di voto in cui sono stati presi in esame tutti gli aspetti dell’attuale amministrazione uscente. Secondo il consigliere comunale Alfredo Visconti «il bilancio di previsione rappresenta un vero e proprio documento propagandistico in vista delle prossime elezioni». Il consigliere indipendente di minoranza ha poi proseguito sottolineando i problemi che da tempo la città vive: «la trasformazione della paese nella città delle banche e la conseguente morte del commercianti. In un centro dove non c’è vita il paese e destinato a morire. Non bastano le sporadiche chiusure del traffico per rivitalizzare la città. E dove è finito il progetto città sicura?». In consigliere laburista Tullio Albizzati non è andato tanto per il sottile evidenziando «in questi nove anni di amministrazione la logica dell’apparire ha prevalso sul quella dell’essere. Non leggo affatto come positivi i vari pareri dei revisori dei conti sul bilancio di previsione». Albizzati ha evidenziato vari passaggi del documento nei quali i revisori dei conti hanno fatto notare che il comune ha speso troppo negli ultimi anni. Nella propria presentazione il consigliere scrive che «secondo le indicazioni del bilancio triennale sono previsti quasi 19 miliardi di lire di accensioni per mutui. Ormai le betoniere hanno cominciato a rovesciare il loro contenuto con i risultati ormai visibili a tutti: tanto cemento e poco o niente verde. E che forzatura la previsione di 23 mila e cinquecento abitanti in dieci anni contro gli attuali 16 mila». Quasi tutti i consiglieri di minoranza hanno ironizzato sulla presenza del sindaco nella seduta di ieri sera. Dario Galli non si è comunque esentato dal rispondere alle considerazioni di Visconti e Albizzati. «Quando siamo arrivati nove anni fa la città era in ginocchio – ha detto il sindaco – È vero, abbiamo dato il via a numerose opere tra cui anche la piscina e la nuova biblioteca, ma per scelta non abbiamo aumentato Ici e acqua, e nemmeno istituito l’addizionale Irpef. Inoltre lo scorso anno siamo stati uno dei 140 comuni in tutta Italia e rientrari nel patto di stabilità. Le passate amministrazioni al massimo facevano un grosso lavoro per mandato. Noi abbiamo scelto invece questa strada puntando sull’innovazione. Questo è un bilancio realistico e obiettivo e per l’accusa che sia un manifesto elettorale, non credo che lo sia. E se anche lo fosse, ognuno fa il suo mestiere e di certo non andiamo a dire alla gente di non votarci». |
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