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Cadono da un viadotto nel corso di un’emergenza con l’autobotte. E’ lo spettacolare incidente che ha coinvolto nella tarda mattinata un mezzo dei vigili dei fuoco. Un volo incredibile, fortunatamente senza gravi conseguenze. Due gli agenti coinvolti, feriti solo lievemente. Il sinistro è accaduto alle 12.20. Si svolge tutto in pochi minuti, a un chilometro circa dalla caserma. Ecco la dinamica. Un incendio scoppia a Samarate, in un capannone. Dalla caserma di Busto escono due mezzi. Il primo è un Aps, auto pompa serbatoio. Trasporta cinque pompieri, comandati dal caposquadra Antonio Arciello. Il veicolo esce a sirene spiegate, si dirige verso lo svincolo della 336 e si immette sulla superstrada. Lo segue, a una certa distanza, un camion di sostegno. In gergo viene chiamata Abt, auto botte pompa, sigla di fabbricazione "190 Iveco".
Può ospitare fino a tre persone e contiene una costerna piena di acqua che arriva a una capienza di 8500 litri. Lo guida un vigile del fuoco di 32 anni, Donato Lerna, al suo fianco siede un giovane di leva, Alessandro Manfrin, 20 anni. Il primo mezzo, più leggero, vola verso l’emergenza. Il secondo, più lento, sale sul cavalcavia e imbocca una curva a gomito a destra, che scendendo immette verso la superstrada. Per motivi ancora da chiarire, l’autobotte sbanda, e si rovescia sul guard rail. Sono attimi di terrore. Per effetto del peso il camion cade a muso in aria sulla carreggiata sottostante, in una corsia privilegiata che agevola l’immissione sulla strada, dove per fortuna in quel momento non passa nessuno. Il serbatoio è pieno di acqua e questa sarà la fortuna dei due giovani vigili coinvolti: se infatti il camion fosse caduto dalla parte dell’abitacolo, per loro non ci sarebbe stato nulla da fare. Il volo è pauroso. Il pesante mezzo si rovescia infatti sull’asfalto, da un’altezza di sette otto metri. Dalla cabina, i due infortunati vengono estratti coscienti. L’autista, Donato Lerna, viene ricoverato all’ospedale di Busto Arsizio, nel reparto di chirurgia. Per lui i medici stilano una cartella clinica che prevede dieci giorni di prognosi a causa di un trauma cranico commotivo, una distorsione del rachide cervicale e contusioni varie. Alessandro Manfrin, il giovane navigatore, viene invece ricoverato al pronto soccorso di Gallarate. Le sue condizioni non destano preoccupazioni. Si sospetta la contusione di una vertebra. Ad ogni buon conto rimarrà, sotto osservazione, in pronto soccorso, per alcune ore. Così racconta l’incidente Antonio Arcello, caposquadra che sedeva nel primo mezzo di soccorso. «Ci stavamo portando verso Samarate per un incendio. Noi avevamo il mezzo più leggero e quindi, come da prassi, eravamo scattati in avanti. Poi ci hanno comunicato dalla sala radio che i nostri colleghi avevano avuto un incidente. Abbiamo fatto l’intervento a Samarate e poi siamo tornati indietro, per dare una mano a recuperare il mezzo incidentato, con l’angoscia per la sorte dei nostri colleghi». La strada 336 ha subito rallentamenti per tutto il giorno. Per recuperare l’autobotte, un mezzo in servizio da più di 15 anni, è stato necessario utilizzare un gancio meccanico. Successivamente Vigili del fuoco, Polizia stradale e Anas hanno lavorato per ripristinare la carreggiata, che è stata riaperta intorno alle 17. Si è trattato probabilmente del più grave incidente occorso a un mezzo di soccorso dei vigili del fuoco di Varese negli ultimi vent’anni. Poteva essere una tragedia, ma fortunatamente un pizzico di fortuna ha aiutato i due pompieri. Sulle cause e la dinamica sta ora indagando la polizia stradale.
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