Il computer in comune. Tutta l’Italia a lezione da Lonate e Ferno

Il software utilizzato dall'Unione comunale potrebbe a breve essere commercializzato. Richieste da tutta Italia

Il ministro Lucio Stanca, il "mister x" scelto da Berlusconi per informatizzare l’Italia, dovrebbe fare una capatina a Lonate Pozzolo e Ferno, e forse si tirerebbe un po’ su il morale, dopo le tante lamentele dei mesi scorsi. L’Unione comunale che riunisce i due paesi sta infatti realizzando un progetto di informatizzazione e messa in rete degli uffici, considerata altamente innovativa dagli operatori del settore. Ne è prova il fatto che il software utilizzato per far dialogare tutti i computer, realizzato e successivamente adattato su progetto della ditta Maggioli Informatica, potrebbe a breve invadere il mercato italiano delle pubbliche amministrazioni. L’operatore privato ha infatti chiesto all’Unione comunale la costituzione di una società mista pubblico-privato (il 51% andrebbe all’Unione) per la commercializzazione dello stesso software. 
Si tratta ancora di indiscrezioni, anche se sembrerebbe assodato che il sistema informatico utilizzato nei due piccoli comuni della provincia di Varese sia stato già richiesto anche da comuni capoluoghi di provincia. 
Di certo, si sa che il prossimo 10 aprile si aprirà a Rimini una fiera convegno dedicata alle pubbliche amministrazioni, in cui il progetto Atea (questo il nome del lavoro di informatizzazione in corso a Lonate e Ferno) verrà probabilmente presentato nei padiglioni di alcune ditte private coinvolte a vario titolo nella sua realizzazione.
In pratica, la rivoluzione digitale dell’Unione comunale non è altro che lo studio di alcuni soluzioni tecniche per archiviare le pratiche, rendere utilizzabili da tutti gli uffici, e soprattutto, in futuro, renderle rintracciabili, tramite password, dai cittadini. Un progetto che stanno seguendo, con tempi e modi diversi, anche altre amministrazioni comunali, ma che a Lonate e Ferno sembra essere già stato segnalato per il suo carattere innovativo. Oltre ai servizi aggiuntivi che tale tecnologia permette (ad esempio gli uffici potrebbero già essere in grado di gestire da subito il catasto), l’eventuale commercializzazione del software potrebbe portare all’Unione dei due comuni prestigio e soldi in cassa. 

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Pubblicato il 05 Aprile 2002
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