Il volo privato? Il solito capro espiatorio

Dopo l'incidente aereo del Pirellone il mondo dell'aviazione privata è sotto accusa. Un tavolo tecnico si riunirà per rivederne la disciplina. Ma cosa ne pensano gli addetti ai lavori? Lo abbiamo chiesto al presidente dell'Aeroclub Vergiate Carlo Castiglioni

Aerei privati sotto accusa. A quattro giorni della tragedia del Pirellone,  ieri si è svolta una riunione tra Regione, Provincia e Comune di Milano con il ministro dei trasporti Lunardi. Dal vertice è scaturita l’esigenza di avviare un gruppo di lavoro che avrà il compito di preparare un nuovo sistema di regolamenti e controlli sui piloti e sulle strumentazioni di bordo. Un giro di vite su un settore che vive una vita autonoma rispetto all’aviazione militare e civile.
«Siamo un settore diverso è vero – commenta Carlo Castiglioni, presidente dell’Aeroclub Vergiate – ma non per questo abbiamo meno controlli e meno misure di sicurezza degli altri.»
Castiglioni è contrariato dal clima di "caccia all’untore" che si è scatenato all’indomani dell’incidente al grattacielo Pirelli : «Come accade spesso l’intera categoria del volo sportivo viene messa sotto accusa. Eppure ancora non si sa esattamente cosa sia accaduto:
se malore, pazzia o guasto tecnico. Ma sono ipotesi che possono accadere nel volo, come sulla strada. E se fosse stato il gesto di un pazzo, cosa vogliamo fare: blindare tutti i campanili, i palazzi alti e gli spuntoni? Comunque, io sono d’accordo ad istituire un tavolo tecnico con tutti i soggetti interessati: quello che mi fa specie è che si tirino le conclusioni ancora prima di aver convocato la commissione.»
Le soluzioni che circolano per "migliorare" il settore non sono certamente ottimali: «Il trasponder è già installato sulla stragrande maggioranza dei velivoli, mentre la scatola nera è inavvicinabile per noi, sia per i costi sia per questioni tecniche: meglio allora decidere di tenere a terra l’intera categoria. Il doppio pilota, infine, è obbligatorio sui voli commerciali dove si deve passare attraverso addestramenti per imparare ad interagire, altrimenti sarebbe solo il caos.»
A Carlo Castiglioni, però, preme sottolineare soprattutto la preparazione degli allievi piloti : ciò che si trasmette e poi si continua ad alimentare è una vera e propria cultura del volo sia dal punto di vista tecnico sia fisico psicologico. I controlli medici costanti si abbinano a scrupolosi test a cui vengono sottoposti i velivoli. Niente viene lasciato al caso, dunque, ed è per questo che tante polemiche sembrano azzardate : «Il volo sportivo è una passione ma richiede molto autocontrollo. È una disciplina che ti forma come persona. Da qualche anno, inoltre, si studia anche "l’human factor" cioè il comportamento umano di fronte a determinati accadimenti. Si cerca, insomma, di formarsi nel miglior modo possibile. Nel mondo del volo la questione sicurezza si è sviluppata in modo parallelo: il nostro campo può dettar legge a tutti gli altri in questo senso. Chiaro che i progressi della tecnica aumentano le potenzialità della categoria che, comunque, rimane sempre saldamente attaccata alle proprie possibilità.»
Me è vero che i problemi derivano da una congestione dei cieli legata soprattutto al settore privato? «Assolutamente no – conclude il presidente dell’Aeroclub Vergiate – da alcuni anni viviamo un momento di congiuntura. Nel nostro paese, inoltre, esistono mille velivoli privati, contro i 12.000 della Gran Bretagna e i 9.000 di Francia e Germania: cosa dovrebbero temere allora quei paesi?»


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Pubblicato il 23 Aprile 2002
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