Mo e l’inferno Afgano
Amor di libro – Il grande inviato del Corriere salutato da un numeroso pubblico
Non è stata solo una replica. Il ritorno di Mo ad Amor di libro ha permesso al pubblico varesino di conoscere gli ultimi avvenimenti sull’Afghainstain. Un emozionato Federico Bianchessi ha raccolto il testimone che un anno fa ne tendone era stato di Claudio Del Frate ed ha presentato il popolare cronista inviato speciale del Corriere della sera. Mo si è subito buttato nella storia afgana e ha esordito chiedendo subito scusa al pubblico perché la fine del suo libro Kabul non risponde a come poi sono evoluti i fatti. «Una mattina sono andato da De Bortoli e gli ho detto: "Ferruccio puoi licenziarmi in tronco". Come gli altri inviati avevamo sbagliato i tempi dell’avanzata dei Mujaheddin su Kabul, e così siamo rientrati a casa e dopo pochi giorni loro sono entrati nella capitale».
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Non è stata solo una replica. Il ritorno di Mo ad Amor di libro ha permesso al pubblico varesino di conoscere gli ultimi avvenimenti sull’Afghainstain. Un emozionato Federico Bianchessi ha raccolto il testimone che un anno fa ne tendone era stato di Claudio Del Frate ed ha presentato il popolare cronista inviato speciale del Corriere della sera.
L’avvio di Mo fa capire subito la statura del personaggio. Nessun timore nell’affermare che il loro stare in Afghanistan, malgrado l’esperienza decennale, non era servita a molto. «Vedevamo quei guerriglieri stanchi e male armati. Ormai pensavamo che avrebbero portato l’attacco solo dopo l’inverno». Mo ha raccontato dei suoi incontri con Massoud e poi di come ha conosciuto quel paese che "non ha la pace nel Dna".





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