Associazioni diabetici e ospedale: nasce una borsa di studio
L’accordo porterà uno psicologo nel reparto di diabetologia. Durante la presentazione del progetto “richiami” anche all’amministrazione comunale
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«Quella di oggi è un’occasione molto importante perché dà l’idea di come potrà essere la sanità in futuro – ha spiegato il direttore dell’Azienda Ospedaliera di Busto Arsizio Ambrogio Bertoglio – è un esempio magari piccolo, ma estremamente significativo di collaborazione, di alleanza tra pubblico e privato». Bertoglio ha così illustrato la possibilità della creazione di una fondazione, secondo la normativa di una disposizione a livello regionale. Sulla borsa di studio, molto positivi i commenti sia di Angelo Margiotta, responsabile del reparto di Diabetologia, sia di Ferdinando Lucioni, direttore del dipartimento medico. Quest’ultimo ha spiegato che oggi «l’intervento nei confronti del diabetico deve essere globale, sia in termini farmacologici che psicologici». Secondo il presidente dell’associazione diabetici Alfredo Visconti «c’è chi accetta facilmente la malattia e chi no. Questa iniziativa sarà un grosso passo avanti per aiutare soprattutto queste persone».
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Uno psicologo per seguire meglio i malati di diabate. È quanto avverrà a breve nel reparto di diabetologia dell’ospedale Galmarini di Tradate. L’iniziativa è resa possibile grazie alla collaborazione promossa dall’Associazione Diabetici Tradate e dall’associazione del Seprio Amici dell’ospedale, con l’Azienda Ospedaliera di Busto Arsizio. I tre enti infatti hanno dato vita a una borsa di studio che potrà finanziare l’inserimento, in tempi piuttosto brevi, di uno specialista nel reparto. (nella foto: Alfredo Visconti e Ambrogio Bertoglio)
Inoltre Visconti, ex consigliere comunale, non ha risparmiato critiche sull’appena conclusa campagna elettorale, sottolineando che «nessuna delle parti in causa ha tenuto conto del futuro del nostro ospedale». «Per il futuro dei nostri ospedali – ha spiegato Bertoglio – potrebbe essere più realistica una fondazione che metta insieme imprenditori, banche, realtà del privato sociale, amministrazioni comunali. Realtà che costituiscano un fondo che autonomamente questa fondazione gestirà, in maniera tale da diventare un supporto alla vita dell’ospedale». Un "richiamo" al nuovo sindaco Stefano Candiani è arrivato anche da Lucioni (nella foto): «Attenzione, l’ospedale è una struttura che ha una sua specificità, ovvero di avere un ruolo territoriale nell’ambito di un’azienda grande e importante. Questa territorialità la si difende anche a livello di consiglio comunale interessandosi della sanità dal punto di vista politico. Il nuovo sindaco ha da assumersi le proprie responsabilità in campo sanitario per tutto il territorio tradatese e tornare a essere il capofila per quello che riguarda gli aspetti socio-sanitari della città».





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