Servizi sociali, un anno di novità

In arrivo un piano di zona, la ristrutturazione di villa Mangiagalli, l’ampliamento dei servizi domiciliari per anziani e malati terminali; il primo cittadino inoltre promette una vera rivoluzione del settore

Presto anche Tradate avrà un proprio piano di zona per i servizi sociali. È quanto è allo studio dell’assessorato ai servizi sociali, guidato da Franco Accordino, insieme agli altri comuni che fanno parte del distretto sanitario. In questo progetto il comune di Tradate avrà il ruolo di capofila per quanto concerne la parte amministrativa e di gestione economica delle risorse. La stesura del piano è allo studio e fa parte di quella rivoluzione del settore annunciata dal sindaco Stefano Candiani il quale punta soprattutto sulla collaborazione tra i vari enti.

«Nessuno, da solo, può risolvere sempre direttamente tutti i problemi – ha recentemente spiegato Candiani parlando del settore – Per questo anche il Comune ricercherà un rapporto di stretta collaborazione con il volontariato sociale, coordinandone e sostenendone l’attività, ed operando in attuazione del principio di sussidiarietà». Per quanto riguarda il futuro di un settore che nella passata amministrazione fu spesso accusato dalla minoranza di essere inattivo, il primo cittadino sottolinea che «nel campo dei Servizi Sociali l’Amministrazione Comunale si attiverà costruire un sistema di servizi in grado di trovare soluzioni adeguate ai problemi e di ridurre il più possibile le cause del disagio. Saranno continuate le collaborazioni in corso con le associazioni di volontariato sociale realizzando nuovi progetti per affrontare il disagio giovanile, l’handicap, e le forme di disagio sociale più nascoste. Si opererà per dare attuazione all’intesa che il Comune di Tradate ha stipulato nello scorso mese di aprile, con la Scuola e con L’Azienda Ospedaliera, per coordinare l’attività di questi tre enti a favore dei portatori di handicap».

Fattivamente Candiani spiega che Villa Mangiagalli sarà ristrutturata per realizzarvi un centro di riferimento per i problemi di handicap; sarà poi ampliato il servizio di assistenza domiciliare, anche grazie alla collaborazione di privati e del volontariato sociale; il comune inoltre dovrebbe attivarsi per costituire un servizio di assistenza a domicilio per i malati neoplastici terminali. «Il ruolo del Comune nei confronti del volontariato sociale, sarà improntato non solo alla collaborazione, ma anche alla condivisione delle scelte, progettando assieme gli interventi da attuare, incentivando e coordinandone l’attività. Saranno individuate nuove strutture da mettere a disposizione degli anziani della Città, per creare nuovi momenti di aggregazione ed attività di svago. Per incoraggiare le nuove famiglie e la natalità, saranno attuate forme di supporto economico a favore delle famiglie residenti con nuovi nati».


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Pubblicato il 20 Giugno 2002
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