«Come governare il territorio senza farselo scippare da Malpensa»
Il sindaco di Lonate Pozzolo Giovanni Canziani spiega la sua strategia di sviluppo sostenibile e polemizza con i "duri e puri" della lotta contro l'hub
Pubblichiamo una lettera del sindaco di Lonate Pozzolo Giovanni Canziani (foto). Il primo cittadino risponde alle polemiche nate dalla volontà, espressa pubblicamente, di impostare un diverso rapporto con Malpensa che sia di netto rifiuto di un’espansione incontrollata ma anche di dinamismo nel cogliere le opportunità di gestione del territorio in direzione di uno sviluppo sostenibile. Di seguito il testo.
Faccio un appello all’unità per poter governare al meglio la situazione determinata da Malpensa, mi rivolgo ai sindaci, in particolare, ma anche a tutte le associazioni ambientaliste e ai comitati.
Come amministrazione comprendiamo benissimo che da soli potremmo essere costretti a subire la terza pista ed altro, ma riteniamo assolutamente sterile unirci a chi ritiene sia possibile pensare ad una terza pista ecologica e affronta il problema del rumore in modo manicheo o addirittura falso. L’anacronistica distinzione di un assessore golasecchese tra uomini e piante non ha alcun senso in un territorio come il nostro. Anche un ragazzo delle medie, che abbia masticato solo un po’ di ecologia, sa che colpire gli uni equivale a colpire le altre e viceversa, come giustamente da tempo sostiene il Parco del Ticino.
Non ci riconosciamo nelle recenti dichiarazioni di Emilio Magni (Legambiente Gallarate), che tira in ballo i capponi di Renzo di manzoniana memoria. (A proposito, capponi, non polli).
Non si può chiedere l’unità senza fare chiarezza su aspetti che non sono di dettaglio. E la terza pista non è certo un dettaglio.
In questi anni Malpensa 2000 è cresciuta ed è stata in qualche modo legittimata dal cosiddetto "decreto D’Alema" ed opera da anni su livelli che non sono certo quelli previsti dalla nota delibera regionale dell’86.
Una cosa è la richiesta del rispetto delle parti e delle regole (e quindi la VIA per qualunque modifica dell’assetto dell’aeroporto, l’attivazione perché venga recepita al più presto la normativa europea in merito alla VAS ecc.), fino ad oggi disattesa.
Altro è non tener conto della presenza ingombrante dello scalo aeroportuale, quasi fosse una realtà virtuale.
Per i comuni che, oltre ai pesanti disagi, devono sostenere spese significative per i numerosi servizi istituzionali è un atteggiamento suicida. Per coloro che si trovano sul proprio territorio un’aerostazione e cioè per Lonate e Ferno, e credo quindi anche per Somma Lombardo, non è possibile parlare di governo del territorio e di sicurezza senza la presenza diretta della propria Polizia Municipale a Malpensa. Il mega scalo infatti è una vera finestra sul mondo, con tutti i problemi che ciò comporta! (E’ solo un esempio, perché ci sono numerosi aspetti riguardanti i servizi demografici, le attività economiche interne allo scalo, esercitate in ambiti costruiti su aree espropriate, senza versare oneri di urbanizzazione, esentate dall’ICI, ma da "gestire" amministrativamente, la gestione degli infortuni … ecc.)
Il termine "gestire", usato recentemente nei miei confronti in modo equivoco da Magni, sottolinea una realtà che non viene considerata da alcuni ambientalisti miopi da un lato e dalle istituzioni superiori dall’altro. Come Comune, ma oggi soprattutto come Unione fra i Comuni di Lonate Pozzolo e Ferno, siamo tenuti a "gestire" funzioni istituzionali su tutto il territorio di competenza e quindi anche presso le aerostazioni. E questo costa non poco ai nostri concittadini, che pagano di tasca propria alcuni miliardi per funzioni e servizi che istituzionalmente siamo tenuti a dare. Sono costi documentati che nessuna istituzione superiore ci ha finora riconosciuto.
La costituzione dell’Unione tra Lonate e Ferno, con la riorganizzazione degli uffici e le sinergie poste in atto, ha permesso finora di attenuare il fenomeno, ma senza un intervento esterno saremo costretti a far pagare ancor di più ai nostri cittadini questi costi. E ciò è inaccettabile.
In più di un’occasione ho sottolineato la gravità del problema anche in riunioni del Coordinamento Sindaci di Malpensa, ma non se ne è mai discusso apertamente. Forse perchè sarebbe stato necessario ammettere che Malpensa non è una realtà virtuale?
Inoltre, come è naturale aspettarsi, perché si è verificato in tutti gli intorni aeroportuali, i nostri comuni sono oggetto di forti pressioni da parte del mondo imprenditoriale.
Ci stiamo attrezzando nel miglior modo possibile per poter "governare" in modo consapevole e trasparente questa spinta allo sviluppo, perché non intendiamo svendere il nostro territorio. E siano consapevoli da tempo, proprio perché conosciamo la nostra realtà, che non si risolve il problema evitando di prendere decisioni, o rinviandole nel tempo, ma assumendo il ruolo di garanti in ogni situazione che comporti una modificazione del territorio. E l’intorno aeroportuale subirà comunque forti modificazioni! Siamo chiamati a stabilire se ciò va lasciato al caso o se le amministrazioni dei comuni circostanti vogliono tutelare i propri cittadini sulla quantità e qualità di ciò che verrà.
Noi abbiamo deciso di operare con una forte azione di governo, suggerendo linee di sviluppo condivise e condivisibili, predisponendo strutture organizzative flessibili, operando per avere il controllo del sottosuolo, acquisendo e utilizzando tecnologie innovative, offrendo forti stimoli interni ed esterni alla formazione. L’attivazione del processo di Agenda 21 Locale si pone proprio come forte scelta di governo.
Intendiamo infatti assumerci responsabilità dirette, chiare, dichiarate, trasparenti. Altre strade non ne conosciamo. A meno di voler correre il rischio, evitando di guardare dentro una realtà scomoda e imposta dall’alto, di svendere non solo il territorio, ma anche le amministrazioni ad avventurieri e speculatori, forestieri o di casa nostra, pronti a mettersi addosso la prima casacca utile a poter fare qualunque cosa.
Giovanni Canziani
Sindaco di Lonate Pozzolo
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