| Era un vero e proprio ufficio stranieri clandestino quello che la polizia ha individuato nella sede di una agenzia immobiliare di via Cesare Battisti, a Varese. Dietro il paravento della compra – vendita di case quell’ufficio fabbricava documenti falsi in grado di far apparire regolare la posizione di numerosi immigrati clandestini. Sette persone arrestate (due delle quali sono agli arresti domiciliari) e altre 42 denunciate a piede libero disegnano un quadro inquietante: l’organizzazione lucrava su immigrazione clandestina e lavoro nero con la complicità di alcuni piccoli imprenditori o commercianti che si prestavano al gioco. Le indagini condotte dalla Squadra Mobile di Varese e dal sostituto procuratore Anna Giorgetti sono durate circa un anno. Uomo cardine dell’attività investigativa è stato Luigi Capuano, un pregiudicato sessantenne, titolare occulto dell’agenzia "Oriente" di via Cesare Battisti. Secondo quanto riferito questa mattina dal dirigente della Mobile varesina Franco Novati e dal questore Giovanni Selmin, Capuano, grazie a una attività di "passaparola" si era guadagnato tra i clandestini la fama di uomo in grado di "aggiustare le carte". Fama meritata, stando al materiale sequestrato dagli inquirenti: decine e decine di permessi di soggiorno falsificati, carte d’identità e libretti sanitari in bianco, contratti di lavoro fasulli. Tutte carte che servivano a costruire a tavolino la storia di un immigrato, trasformandolo da clandestino a regolare senza passare dagli uffici pubblici. Il prezzo da pagare? Una carta d’identità contraffatta valeva mezzo milione di lire, mentre un gruppo di cinesi, per una pratica completa ha pagato circa 15 milioni di lire a persona. Una quota di quei soldi finiva sempre nelle tasche di imprenditori (sono sette gli indagati) che si prestavano a far figurare il clandestino tra i loro dipendenti. Dato in realtà falso. Tra ieri e oggi sono state arrestate tutte le persone colpite dall’ordinanza di custodia cautelare del gip Ottavio D’Agostino: oltre a Capuano, che già in passato era stato indagato per reati analoghi, sono finiti in carcere la sua segretaria Ermellina Baronio, un marocchino regolare e anche un carabinieri attualmente sospeso dal servizio: entrambi facevano da "procacciatori di clienti" per Capuano. Agli arresti domiciliari ci sono invece i titolare di due piccole imprese, Angelo Rossi e Carmela Nezi che secondo l’accusa si sarebbero prestati al gioco. Il grosso degli indagati a piede libero è costituito invece da immigrati divenuti clienti di Capuano. |
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