Cocaina sciroppata nel vino: fermata banda di cinquantenni romani
I tre attendevano il complice fuori dall'aeroporto. Un cane antidroga ha permesso di sequestrare tre chili di droga
Non erano del mestiere, o meglio, erano dei piccoli trafficanti che hanno tentato il salto di qualità senza riuscirci. Un gioco più grande di loro, che non hanno saputo gestire. E’ stato infatti il nervosismo a tradire il corriere – A.C. sono le sue iniziali – romano di 57 anni, al ritorno da un volo proveniente da Caracas (Venezuela).
L’uomo è incappato in un controllo doganale dello S.V.A.D. viaggiatori. I funzionari hanno quindi fatto analizzare il suo bagaglio da uno dei cani antidroga in servizio presso l’aeroporto. La cocaina, tre chili di sostanza sciroppata commerciabile, era stipata all’interno di buste di plastica e inserita dentro due cartoni di vino rosso, per un totale di cinque chilogrammi.
Gli agenti hanno poi tenuto sotto osservazione il cellulare dell’uomo in attesa che venisse contattato dai probabili complici. Lo squillo è arrivato, puntuale, dopo qualche minuto. Ne è seguito un blitz delle fiamme gialle che ha permesso di bloccare tre persone, tutte della capitale. Si tratta di O.C., 60 anni, L.G., 45 anni, R.P., una donna di 50 anni. Tutti e quattro vivono di piccoli espedienti e avevano intenzione di radicare il loro mercato in un bar del centro di Roma.
La banda, come accertato da un’indagine condotta dal pm Giuseppe Battarino, aveva creato un proprio mercato in zona, pianificando poi i contatti con il Sudamerica per acquistare la materia prima. La loro inesperienza nel settore li ha traditi.
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