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Massimo Barberi, consigliere comunale di Rifondazione Comunista, ha annunciato l’intenzione di autodenunciarsi alla procura della repubblica di Cosenza. Nella dichiarazione inviata alla procura che ha richiesto l’arresto di venti militanti no-global una settimana fa, Barberi si dichiara colpevole di cospirazione politica al fine di turbare l’esercizio delle funzioni di governo (non vota i partiti di governo con l’aggravante di possedere videocassette di Nanni Moretti), propaganda sovversiva (dice cose non gradite al presidente del consiglio), sovversione dell’ordinamento economico (boicotta multinazionali e sostegno al commercio equo e solidale). Il consigliere di Rifondazione ha anche elencato altri reati, ironicamente legati a pratiche di opposizione civile: occupazione di case abbandonate, disobbedienza alla Bossi-Fini, difesa dell’articolo 11 della costituzione, e via di seguito. L’iniziativa fa parte di una vasta campagna lanciata nei giorni scorsi da esponenti e associazioni della sinistra no-global, in raezione all’incarcerazione dei venti militanti della rete sud ribelle. Anche se, alcuni esponenti del movimento, la ritengono un favore a presunti propositi di schedatura.
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