Ragazzi rimandati in alimentazione e sport
Presentati i risultati di un'indagine condotta nelle scuole sullo sport, l'alimentazione e le sostanze dopanti. L'allarme doping non esiste ma la situazione non è rosea
I ragazzi si muovono poco e ignorano i benefici di una corretta alimentazione. Questa in sintesi la lettura delle risposte ad un questionario distribuito nelle scuole per sondare il rapporto tra gli studenti e lo sport. Nel corso del passato anno scolastico, sono stati coinvolti i ragazzi di terza media e del biennio superiore. Una decina di domande che spaziavano dal loro coinvolgimento in discipline sportive, all’alimentazione, sino agli integratori e alle sostanze farmacologiche utilizzabili.Il sondaggio è stato effettuato in 53 plessi scolastici e le interviste sono state 7467. «Il dato allarmante – ha spiegato Raffaele Pacchetti, responsabile dell’Unità Operativa di Medicina Sportiva dell’Asl di Varese – è che circa un terzo degli studenti non pratica attività sportive. Gli adolescenti, inoltre, non hanno la minima informazione circa l’importanza di una corretta alimentazione: non sanno come, quando e cosa mangiare». Grande confusione, inoltre, è emersa tra i ragazzi sulla natura e i benefici che derivano dagli integratori: «La grande maggioranza dei giovani pensa che si tratti di sostanze farmacologiche, in grado di migliorare la prestazione sportiva. È la pubblicità che crea tanta confusione e spesso i genitori, a cui i ragazzi chiedono consiglio, non sono informati a sufficienza». Meno allarmante, infine, il rapporto giovani-doping: «Una percentuale bassissima (4%) si è detta disponibile ad assumere una sostanza dopante per accrescere la propria prestazione fisica. Anche in questo caso, comunque, i consigli vengono forniti quasi esclusivamente dai genitori o dagli allenatori e mai dal medico». L’indagine conoscitiva condotta dall’Asl rientrava in un programma regionale, il primo a livello nazionale per estensione, che mirava ad individuare le strategie future per far accrescere la cultura dello sport sano: «Sicuramente la scuola e la famiglia sono i settori dove si dovrà investire per avviare una campagna informativa – spiega Pacchetti – ecco perché abbiamo deciso di collaborare con i docenti di educazione fisica per migliorare la loro conoscenza, mentre per le famiglie pubblicheremo un opuscoletto da distribuire con tutte le informazioni uniti». Gli incontri con i docenti sono iniziati ieri sera e l’adesione è stata soddisfacente. La via è ormai tracciata: il questionario verrà riproposto nelle scuole mentre l’invito viene esteso alle associazioni sportive perché partecipino a questa campagna conoscitiva. «Fino ad oggi le società sportive che hanno richiesto il questionario sono state pochissime. Ma l’invito è sempre aperto». Il materiale informativo con i questionari sono in distribuzione presso l’Unità Operativa di Medicina Sportiva in via Bernardino Luini. |
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