Chiusura Lazzaroni, la Provincia mette di mezzo gli avvocati

Il presidente Reguzzoni ha chiesto a un legale di tutelare gli interessi della città contro la decisione dell'azienda di spostarsi a Teramo

Villa Recalcati  ha affidato un incarico all’avvocato Sergio Fabrizi perché valuti come meglio tutelare la città di Saronno e la Provincia. La decisione è stata assunta dopo che la "Lazzaroni" ha inviato le lettere di licenziamento a 73 dipendenti dell’azienda per trasferire in provincia di Teramo la produzione dei celebri biscotti, uno dei marchi più vecchi e legati al nostro territorio.

«E’ un brutto colpo per la struttura produttiva di un’area, quella saronnese, già pesantemente penalizzata dai processi di ristrutturazione industriale» spiega Marco Reguzzoni, presidente della Provincia. «Noi non possiamo restare insensibili di fronte a questo progressivo svuotamento del patrimonio imprenditoriale del territorio e alle difficoltà che ricadono sui dipendenti della Lazzaroni che hanno ricevuto lettere di licenziamento».

Quella della Provincia non è la prima presa di posizione in materia. Il 17 aprile scorso Reguzzoni aveva inviato una lettera al ministero dell’Industria per segnalare le gravi ripercussioni che la decisione della Lazzaroni – che già allora ventilava l’ipotesi del trasferimento a Isola del Gran Sasso – avrebbe avuto sul Saronnese, zona già investita dal processo di ristrutturazione industriale negli Anni Ottanta e Novanta. Al ministro, Reguzzoni faceva presente la contraddittorietà del meccanismo per cui "favorendo incentivi per investimenti nel Mezzogiorno" si finiva per indurre al trasferimento "aziende radicate sul territorio". Meno di un mese dopo, a far eco alle preoccupazioni del presidente della Provincia di Varese, giungeva una interrogazione del senatore Antonio Tomassini, inviata al Ministro del Lavoro.

Contro le lettere di licenziamento si è espresso anche il parlamentare, Marco Airaghi. Reguzzoni, Pierluigi Gilli, sindaco di Saronno e Airaghi hanno chiesto un incontro con l’Amministratore delegato della Lazzaroni, Tombetti e con tutto il vertice della Società "allo scopo di fare piena chiarezza sui motivi della gravissima decisione dell’azienda – sottolinea il parlamentare – e verificare se vi siano i margini per scongiurare la fine della produzione degli amaretti di Saronno".

Dell’incontro (che si svolgerà giovedì alle 17 a villa Gianetti di Saronno e al quale prenderà parte anche il senatore Tomassini e i sindaci dei paesi dell’area del Saronnese) è stato informato anche Roberto Maroni, ministro del lavoro.

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Pubblicato il 11 Giugno 2003
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