«Si è inginocchiato ad accarezzare la moglie morta, poi si è sparato»

Il giorno dopo la tragedia che si è consumata sotto gli occhi di numerosi vicini. Ancora gravi le condizioni della donna raggiunta all'addome da un proiettile

«Ho visto l’uomo che accarezzava il corpo della donna steso a terra. Ma ho avuto a malapena il tempo di capire cosa stesse succedendo: l’uomo si è puntato la pistola alla testa e si è sparato». La signora Lina è tornata a casa proprio nel momento in cui Gerardo Mescuglio ha sparato alla moglie Giuseppina Gadaledo, uccidendola sul colpo. La signora Lina è rimasta sconvolta e ricorda con terrore quanto accaduto. «Mia figlia stava allattando il bambino sotto l’unico albero del cortile, per cercare un po’ di frescura – racconta la donna – Quando sono arrivata anch’io nel cortile ho sentito subito un grido e poi i colpi d’arma da fuoco. Mi sono girata e ho visto a terra i corpi di due donne. Io e mia figlia ci siamo subito rifugiate in casa e poi, dalla finestra, ho visto che l’uomo era inginocchiato per terra che accarezzava il viso della moglie. Poco dopo si è puntato la pistola alla testa e si è sparato».

Gerardo Mescuglio (43 anni) e Giuseppina Gadaledo (38) vivevano in via San Pietro nella zona del quartiere Matteotti. Erano sposati da diversi anni e recentemente avevano avviato le pratiche per la separazione. La donna, infatti, pare che nell’ultima settimana si fosse trasferita, o frequentasse spesso la casa al piano terra della zia, Anna Gadaleto (50), in via Catteneo, nel cui cortile delle case popolari si è consumata la tragedia di martedì sera. Il fatto è avvenuto a poche decine di metri di distanza dove, lo scorso novembre, si è consumata un’altra sparatoria in cui è rimasto ferito il presidente del Real Cesate Saronno, Carlo Restelli).

«Era da mezz’ora che quell’uomo faceva avanti e indietro per il cortile – racconta un vicino al primo piano della casa, ricordando quanto accaduto intorno alle 18 – ce ne siamo accorti perché di solito prendiamo un po’ d’aria verso quell’ora. Sembrava una persona tranquilla e non disturbava nessuno. Abbiamo semplicemente pensato che aspettasse qualcuno».
Infatti, verso quell’ora, sono giunte in macchina Giuseppina, la moglie, e la zia, Anna. Hanno aperto il baule della macchina per scaricare la spesa. Mescuglio si è avvicinato e ha tirato fuori la pistola. «Non hanno litigato, non abbiamo sentito discussioni – prosegue il vicino del primo piano – Soltanto un grido, poi uno sparo, e poi un altro. È stato tremendo, ci siamo rifugiati in casa dalla paura». Giuseppina è morta sul colpo, mentre Anna è stata ferita gravemente all’addome. Una volta giunti i soccorsi quest’ultima è stata trasportata in elicottero all’ospedale Niguarda di Milano dove è stata operata d’urgenza. Attualmente si trova ancora in prognosi riservata e non si sa ancora se sia fuori pericolo di vita. 

Mescuglio era una ex guardia giurata; recentemente aveva scelto il settore dell’edilizia: mandava avanti una piccola impresa.  Non aveva precedenti penali, ma era già conosciuto alle forze dell’ordine per aver rilasciato in passato qualche assegno a vuoto. Negli ultimi tempi sembra non avesse problemi economici. 
Nel corso dell’ultima settimana pare che l’uomo avesse spesso minacciato di morte la moglie, tanto che la donna si era spesso rivolta ai carabinieri. «Era una famiglia tranquilla, non sembrava avessero particolari problemi – racconta un altro vicino – Io ieri non ero in casa, ma è una cosa assurda che in una città come Saronno, alla periferia di Milano, accadano cose del genere. Forse questo caldo esagerato sta veramente giocando brutti scherzi». 

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Pubblicato il 11 Giugno 2003
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