Risparmio energetico? «Coi rami caduti riscalderemo le scuole»
Valcuvia – Cosa fare degli alberi caduti nei boschi del nord della provincia? Uno studio del Cnr di Firenze prevede la realizzazione di biomasse da impiegare nel riscaldamento e nella produzione di energia
Si può generare energia dalle ramaglie e dalle piante cadute nei boschi? La domanda, che in altri momenti avrebbe fatto sorridere, non appare poi così sibillina rispetto alle ultime notizie che parlano di crisi energetica e di problemi di approvvigionamento di elettricità. E se lo sono chiesti anche in comunità montana, dove è stato recentemente effettuato un esperimento per verificare la resa del materiale trovato nel sottobosco da convertire in carbonella, adatta per produzione di calore, e quindi di energia. Da quando, infatti, i boschi non vengono più “coltivati” e puliti per fornire castagne o altri prodotti della natura, spesso le montagne vengono viste come una riserva di legna da ardere, che prevede però l’abbattimento di alberi “vivi” e quindi la perdita del patrimonio verde. Allora perché non ripulire il sottobosco dalle ramaglie e dai tronchi caduti per generare combustibile, sottraendolo ai processi biologici? L’idea ha così portato alla sperimentazione di un processo di carbonizzazione realizzato a seguito della bonifica di alcuni boschi nella località Valmaggiore, fra i comuni di Brenta e Cittiglio, che ha portato gli esperti dell’istituto del legno del Cnr di Firenze ad operare a stretto contatto con i tecnici della comunità montana. L’obiettivo dello studio, i cui risultati sono attesi per l’autunno, è stato duplice: da un lato verificare i costi di un’operazione di questo tipo, vale a dire di una bonifica di circa sette ettari, per comprenderne la portata sotto il profilo economico; dall’altro studiare la qualità del prodotto finito, che si riflette nelle proprietà caloriche e quindi nel valore di mercato. «In questo modo – spiega il sindaco di Brenta e assessore all’ecologia della comunità montana – si realizza uno dei primi tentativi di comunità montana di verificare se è effettivamente possibile l’utilizzo di materiale biologico, che altrimenti andrebbe perso, proprio per realizzare carbonella. Non si esclude che se questo esperimento dovesse dare i risultati attesi, venga in futuro attivato un progetto per l’utilizzo in loco di questi prodotti per il riscaldamento di uffici pubblici come scuole o comuni, ma anche per aziende private».
Per realizzare il carbone, il Cnr di Firenze ha dotato comunità montana di apposite carbonaie e si è occupato di formare il personale per realizzare l’esperimento.
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