«Situazione drammatica. Possiamo solo aspettare e sperare»

Luigi Guzzetti è il proprietario della storica azienda agricola del Basso Varesotto: lavora la terra da quando aveva 12 anni. Nei suoi campi la produzione è calata del 60 per cento

«Due mesi senza pioggia hanno fatto calare la produzione del 60 per cento. E non è ancora finita». Luigi Guzzetti è proprietario dell’Azienda Agricola Fratelli Guzzetti, azienda a conduzione familiare che ha quasi un secolo di vita (esiste dal 1910) e in cui lavorano fisse 5 persone più le rispettive mogli. «Logicamente solo quando c’è bisogno – spiega Luigi – In questi giorni, no di certo. Sicuramente se avessimo avuto dei dipendenti la situazione di questi due mesi ci avrebbe totalmente mandato a fondo e mangiato tutto il capitale».
I terreni di proprietà Guzzetti non si trovano solo a Uboldo, ma anche a Origgio, Rescaldina e Gerenzano. Oltre 120 ettari, di cui 4 destinati ad agricoltura biologica, fanno dell’Azienda una delle più grandi del basso varesotto. «Non avevo mai visto una situazione climatica del genere – prosegue Guzzetti – Lavoro in questa azienda da quando avevo dodici anni e in quarant’anni non mi sono mai capitati mesi come giugno e luglio di quest’anno, praticamente senza un goccio d’acqua».

Quando è piovuto l’ultima volta da queste parti?
«Ha fatto un temporale a fine giugno. Ma è durato solo 10 minuti. Un paio di centimetri d’acqua che hanno solo peggiorato la situazione, creando ancora più arsura. E pensare che poco lontano, a Busto, l’acquazzone è durato un po’ di più. L’ultima vera pioggia, da queste parti, c’è stata agli inizi di giugno. Poi più niente».

Quindi siete totalmente senz’acqua…
«No, abbiamo un pozzo dal quale attingiamo acqua pulita. Fino a sei o sette anni fa potevamo prelevare dal torrente Bozzente, ma oggi ci dicono che è inquinato e ce lo vietano. Abbiamo un pozzo, ma stendere il tubo di irrigazione per chilometri è davvero difficoltoso, soprattutto su terreni frammentati e di diversi proprietari che non riescono a mettersi d’accordo. L’acqua c’è, ma è la calura il vero problema. Questo caldo sta bruciando tutto».

Com’è la situazione nei suoi campi adesso?
«Il fieno al primo taglio ha reso il 40 per cento del solito. Il secondo e terzo taglio, che si fanno ad agosto e settembre, probabilmente non ci saranno neppure. I cereali, come frumento e orzo, sono al 50 per cento. Le patate al 40. Il fagiolino, il cui seme ha bisogno di essere fecondato, è al 10 per cento della produzione. Il mais, se ce la farà, andremo al 20 per cento rispetto allo scorso anno. La situazione è drammatica».

Qual è la situazione nelle colture biologiche?
«Siamo al primo anno. Vi abbiamo dedicato 4 ettari, ma vorremmo aumentare. In questo primo anno, per legge, il terreno deve essere lasciato a verde senza prodotti chimici. Ma la terra adesso è bruciata. Il prossimo anno dovremmo seminare con appositi semi. Il terzo anno potremmo diventare produttivi. Speriamo che la situazione migliori anche perchè, per i prodotti biologici, stiamo preparando il sito internet. Se questo caldo dovesse proseguire ancora molto potrebbero verificarsi danni al terreno anche per i prossimi anni».

Cosa pensate di fare per affrontare la situazione?
«Mercoledì prossimo ci  sarà un incontro con l’assessore provinciale Specchiarelli. Metteremo sul tavolo tutti i problemi. Soldi sappiamo già che non ce ne daranno, ma cercare di trovare delle agevolazioni sarebbe doveroso. I costi di produzione, come il gasolio, continuano ad aumentare, mentre la produzione diminuisce in continuazione». 

Sono tre giorni che il cielo è coperto di nuvole…
«E non scende nemmeno una goccia d’acqua. Ogni mattina sono qui che mi dico "dai che piove", ma nulla. Sembra di essere presi in giro. Adesso possiamo solo aspettare e sperare».

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Pubblicato il 17 Luglio 2003
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