Irregolari alla Fiera, il Comune: «Contenti del blitz degli ispettori»

Varese – Gli organizzatori della manifestazione della Schiranna sorpresi dalla "scoperta" dei quattordici lavoratori in nero: «Ma i controlli non sono di nostra competenza»

Lavoratori in nero alla Fiera di Varese. Quattordici sono tanti, quattro minorenni sono davvero troppi.
Il blitz dell’Ispettorato del Lavoro a poche ore dalla chiusura della Fiera della Schiranna, ha sollevato un vero polverone: una delle manifestazioni più importanti della città, sicuramente la più importante per il mondo economico varesino, “macchiata” dalla piaga del lavoro nero.
Il blitz ha riguardato soltanto il ristorante della Fiera, gestito da una società di Modena, vale la pena quindi ricordare che tutti i dipendenti irregolari erano concentrati in quell’unico stand. Ma il problema resta comunque.
Le irregolarità scoperte dall’Ispettorato, su segnalazione della segreteria provinciale della Cgil, hanno colto di sorpresa anche gli organizzatori: nessuno immaginava, com’è ovvio e com’è auspicabile, e nessuno avrebbe potuto impedirlo. Come spiega l’assessore alle Attività produttive, Salvatore Giordano, del Comune di Varese organizzatore della Fiera, insieme ad Alberto Capitanio della Ciesse Servizi e a Giorgio Piccaia della Cee Europromoter.
«Non è nostra competenza controllare che i dipendenti degli stand siano assunti regolarmente. Può farlo soltanto l’Ispettorato del Lavoro e ci ha fatto piacere che questo sia accaduto.
Non abbiamo gli strumenti per verificare che tutti coloro che chiedono di prendere parte alla Fiera di Varese, agiscano con i dipendenti nel rispetto della legalità. Noi ci auguriamo che sia così, è ovvio, e per quel che possiamo vigiliamo ma a fondo non possiamo certo andare noi.
Quello della ristorazione è un settore a rischio ma mai avremmo immaginato una situazione come quella che ha trovato l’Ispettorato».
Allo stesso modo spiega la sua posizione Giorgio Piccaia della Cee Europromoter: «Per il ristorante abbiamo scelto la stessa società dello scorso anno. Non avevamo tempo di prendere in considerazione altre possibilità.
Quanto alla regolarità del loro spazio, non è nostro compito verificarlo, ma dell’ispettorato del lavoro. Se un espositore commette un reato all’interno del suo stand, la responsabilità non è certo degli organizzatori».

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Pubblicato il 24 Settembre 2003
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