Dall’Etnofesta un tavolo di confronto permanente per gli immigrati
Enti locali, associazioni e sindacati daranno vita a una serie di incontri per affrontare i diversi problemi degli immigrati: il primo la decentralizzazione ai comuni dei compiti della Questura
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«La questura ha tempi troppo lunghi». «Le competenze andrebbero affidate ai singoli comuni». «Bisognerebbe istituire un tavolo permanente di discussione tra amministrazioni locali e comunità straniere». «Si fa un’enorme fatica a trovare casa». Sono solo alcune delle proposte e dei problemi emersi durante un lungo dibattito che si è svolto questa mattina al Palasport di Carnago durante l’Etnofesta 2003. L’incontro ha visto la partecipazione di una cinquantina di persone tra rappresentanti delle istituzioni locali, associazioni che operazione sul territorio, sindacati e persone straniere che volevano far sentire la propria voce. Molte le problematiche affrontate durante l’incontro. Sergio Moia, della Cisl Varese Laghi, ha sollevato il problema dei richiedenti asilo che in provincia di Varese stanno sensibilmente crescendo: dai 350 dello scorso anno, nel 2003 si sono già superati i 400. «Varese, per la presenza di Malpensa è seconda solo a Roma per il fenomeno dei richiedenti asilo – ha spiegato il sindacalista -. Il richiedente asilo non è un immigrato normale, ma richiede un trattamento diverso. Occorrono risorse». Un altro problema sentito da tutti i presenti è poi stato quello che riguarda la questura di Varese. «Oltre al problema della casa vi è il problema della Questura – ha spiegato Thierry Dieng, co-presidente dell’Anolf -. Se un immigrato chiede oggi un appuntamento per il ricongiungimento familiare, lo ottiene per il mese di maggio. È indecente. Bisogna organizzare un progetto con i comuni perché l’integrazione non passi più dalla Questura, ma direttamente dagli enti locali». «Bisogna lavorare insieme per dei progetti comuni – ha proseguito Sabatino Annichiarico, presidente dell’associazione stranieri e immigrati italiani -. Bisogna decentralizzare dalla Questura, ci sono troppi problemi burocratici». «Lo sportello immigrati è un ottimo strumento, ma pochi comuni ne sono dotati, chi per una cattiva informazione, chi per scelta politica – ha spiegato Flavio Nossa della Cgil Varese -. Bisogna fare un’operazione politica forte per permettere la crescita di questi sportelli». Silvio Pieretti, dell’ufficio attività adulti del comune di Varese, ha invece suggerito che «non c’è bisogno di inventare nulla. Abbiamo già tutto e l’ideale sarebbe attivare gli uffici anagrafe dei diversi comuni. Dobbiamo usare gli strumenti a nostra disposizione altrimenti ci impiegheremo anni. La Questura ci sarà sempre, ma deve essere solo il passaggio finale. Ben venga la realizzazione di un progetto nato dalle diverse associazioni presenti sul territorio e che coinvolga le istituzioni locali». «Istituiamo un tavolo permanente di confronto tra le amministrazioni locali e gli immigrati per cercare soluzioni – ha proposto Giuseppe Mugolino dell’Arci Varese -. Uno degli obiettivi in discussione potrebbe proprio essere il trasferimento di alcune competenze, oggi in mano alla Questura, agli enti locali». |
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