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«Adesso andiamo perché qua succede un casino». Questo avrebbe detto poco prima di morire Victor Manuel Rodriguez, il deejay di origine salvadoregna, ammazzato in un locale di Vergiate il 23 giugno dell’anno scorso. Sono queste le sue ultime parole, secondo la testimonianza di Hector Castro, l’uomo che quella sera, insieme ad altre due donne, si trovava al tavolo del Pizza party dopo una serata passata in una discoteca di Gallarate. Questa mattina Castro è stato chiamato dal pubblico ministero Loredana Giglio a testimoniare nel processo che si è aperto nelle settimane scorse contro Juan Antonio Martinez e Josè Modesto Peralta, i due uomini che secondo l’accusa, parteciparono alla feroce uccisione del deejay, nato in El Salvador, ma da anni cittadino italiano. Con la sua testimonianza, una delle prime del processo, nell’aula del tribunale sono stati ricostruiti i momenti dell’omicidio. Secondo questa ricostruzione, Victor, l’amico e le due donne (che saranno sentite nelle prossime udienze), dopo aver ballato al Quadrifoglio di Gallarate dove il dj aveva lavorato, si spostano a Vergiate per continuare la serata davanti ad un pizza. Dopo avere mangiato, nel locale arrivano i tre domenicani. Castro non riesce a vederli, perché si trova di spalle alle porta. Li vede solo Victor che invita gli amici del tavolo ad andarsene immediatamente. È a questo punto che che pronuncia quella frase. Castro si alza, raggiunge la porta, ma viene bloccato e ferito al braccio da Roberto Antonio Martinez. Cerca di difendersi con una sedia e grida al deejay. «Hanno un coltello, mi hanno tagliato». È a quel punto che scoppia il caos nel locale. L’inseguimento del deejay dietro il bancone e bicchieri e portaceneri lanciati contro le persone per allontanarle. Il tentativo fallito dei buttafuori di allontanare i tre uomini e infine la fuga fuori del locale, per tutti tranne che per Victor. Così sono state ricostruite da Castro le ultime sequenze di quel tragico fatto. Sulla sua ricostruzione sono intervenuti il pm Giglio e l’avvocato Talamona che in aula difende i due imputati per cercare di definire il ruolo dei due uomini. Nella stessa mattinata sono stati sentiti anche i due carabinieri di Sesto Calende e Mornago che per primi intervennero quella notte. Furono loro ad arrestare i due imputati, dopo essere stati aggrediti. Contemporaneamente al processo in corte d’assise contro Juan Martinez e Peralta, si sta svolgendo anche il processo con rito abbreviato contro il principale imputato Roberto Antonio Martinez, la cui prossima udienza sarà il prossimo 17 novembre. Il 28 ottobre è invece fissata l’udienza del processo in assise.
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