L’albergo del futuro è quello “eco-sostenibile”
Seminario in Provincia sulla gestione ambientale nel settore turistico. Diversi gli interventi di autorità ed esperti nel settore ricettivo
Che la Provincia si stia muovendo, e bene, sul territorio per esplicitare le potenzialità di accoglienza turistica del varesotto, è un dato facilmente condivisibile e riconoscibile. Alla politica di marketing sin qui svolta, oggi si è aggiunto un ulteriore tassello di propositività istituzionale.
Si è infatti tenuto a Villa Recalcati un seminario dedicato alla “Gestione ambientale nel settore turistico”: un incontro i cui sono stati messi a fuoco principi generali, idee, proposte, ed esperienze concrete già in corso che coniughino lo sviluppo turistico alla sostenibilità ambientale.
Un tema, a ben vedere, cruciale per la nostra Provincia il cui sviluppo recettivo non può prescindere dalla nozione di high quality, a dispetto della quantità.
Impegnati ben tre assessorati, quello alla tutela ambientale, quello al marketing territoriale e alle politiche comunitarie, il cui onere va a congiungersi agli sforzi di Agenda 21 locale in nome del progetto “Alberghi sostenibili”. Che la qualità ambientale del settore turistico possa essere convertito in un potente fattore di competitività turistica è delineato dall’esperienza riportata dai gestori di tre alberghi provvisti di certificazione ambientale: una sorta di pagella a stelline che premia quegli operatori del turismo che coltivano una consapevole cura dell’ambiente: non solo offrendo al cliente un prodotto finito di qualità ma badando anche a come si arriva a quel prodotto: vale a dire risparmiando energia, riducendo i consumi di acqua, favorendo la raccolta differenziata, promuovendo la mobilità su trasporti pubblici e non privati, e via così una serie di piccoli accorgimenti che fanno di una qualità una total quality.
La Provincia di Varese è in questo senso assai precoce, a livello istituzionale, a capire che questo è probabilmente il trend vincente del futuro. A questa comprensione va ascritta la presenza di Confesercenti e Federalberghi, due associazioni che dovranno essere in prima fila in questa corsa alla qualità sostenibile.
Nono sono tutte rose e fiori, naturalmente: gli albergatori già “certificati”, e in aree – la riviera romagnola, ad esempio – dove il turismo è pane quotidiano, lamentano i costi elevati delle pratiche, del mantenimento degli standard qualitativi a fronte di un ancora scarso ritorno in termini di riconoscimento, e della clientela diffusa e delle istituzioni.
Ecco perché l’azione congiunta pubblico e privato che qui è già work in progress, vedi protocollo d’intesa Provincia e Camera di Commericio, è una mossa a di grande originalità e probabilmente l’unica in grado di garantire agli operatori quello di cui più hanno bisogno: fondi speciali e agevolazioni burocratiche.
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