Chiudere Linate vuol dire licenziamenti a raffica
Dietro l'incertezza sul ruolo degli aeroporti milanesi c'è anche l'impossibilità di ricollocare il personale. Malpensa è satura
Chiudere l’aeroporto di Linate potrebbe portare a 1.500 licenziamenti. Lo ha detto ieri il presidente di Sea, Giorgio Fossa, durante un’audizione al consiglio comunale di Milano. Malpensa non sarebbe in grado di assorbire altro personale. La sua espansione è ancora un punto interrogativo. Ma linate non verrà chiuso.
La concorrenza atra gli aeroporti milanesi è dunque destinata a durare. I due scali servono lo stesso tipo di mercato, danneggiandosi a vicenda. Alitalia e Sea si rimpallano accuse. La compagnia di bandiera vuole che Linate diversifichi la propria mission, tornando a essere un city airport (come prevedeva il decreto Bersani), e cioè uno scalo che convoglia traffico regionale e non alimenta gli hub delle compagnie straniere.
Ma Fossa ha minimizzato: Linate non danneggia Malpensa perché porta alla concorrenza solo 150mila passeggeri all’anno. Così pochi? Da dove viene questo dato?
Lo abbiamo chiesto alla Sea: «Sono più di 25 milioni i passeggeri che nel 2002 hanno utilizzato il sistema milanese – spiegano all’ufficio stampa – di questi circa un milione e mezzo (il 5,9 per cento) sono quelli trasportati verso altro scali europei. Il 67 per cento è passato da Malpensa, ma non è un regalo alla concorrenza: sono passeggeri in transito verso aeroporti che servono località non collegate con Milano, come ad esempio San Francisco».
Più significativo il dato su Linate: «Il 33 per cento dei passeggeri che vola verso altri scali, passa da Linate, circa mezzo milione di persone. Da questi vanno però tolti i passeggeri indirizzati sugli aeroporti della alleanza Skyteam, ovvero Fiumicino e Parigi; così si ottiene la cifra di soli 150mila passeggeri convogliati verso gli hub della concorrenza».
La Cgil contesta Fossa: «Linate è una vera emorragia, Fossa sostiene una situazione che non è oggettiva – dice Pieriluigi Rivolta della Filt – il vero problema è che la Sea mantiene Linate perché altrimenti esploderebbe una bomba occupazionale».
Per Liviano Zocchi, segretario regionale di Uil trasporti, il problema occupazionale su Linate è innegabile: «E’ un problema enorme – spiega – e riguarda molto più di 1.500 persone, come ha detto ieri Fossa». I numeri sono grossi. Sea Spa impiega circa 1000 persone a Malpensa e 1300 su Linate. Sea handling 4000 su Malpensa e 2000 su Linate. Per mantenere l’occupazione, dopo i primi processi di divisione in due della società, in vista della privatizzazione, azienda e sindacati hanno siglato una complessa serie di accordi. Se è vero che il futuro del traffico aereo lombardo è bloccato, che Alitalia non sa decidersi tra Fiumicino e Malpensa è anche vero che tra le variabili più pesanti c’è quella di un’azienda come la Sea che viene dal settore pubblico e che impiega migliaia di persone.
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