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Dice di non ricordare nulla Nicola Sapone. Interrogato dai pm della procura di Busto Arsizio, l’idraulico di Dairago, indicato da Andrea Volpe come il capo del gruppo che uccise Fabio Tollis e Chiara Marino, ha prima negato tutto, poi ha affermato di non ricordare e di essere molto confuso. L’interrogatorio è stato sospeso e l’indagato è tornato in carcere. «Nicola è molto confuso – ha detto il suo avvocato Francesca Cramis – deve ancora riflettere perché ha rimosso molte cose dalla sua mente. Ha diversi punti oscuri nei suoi ricordi, dovuti anche al fatto che quella sera aveva assunto un cocktail micidiale di droghe. Ai magistrati ha detto che non c’era, ma ha anche spiegato di non ricordare quasi nulla, tranne che aveva rotto la macchina». Infine una precisazione: «Non è lui che ha chiesto di essere interrogato, era un incontro già previsto». Nicola Sapone è arrivato al tribunale di Busto Arsizio su un cellulare della polizia penitenziaria intorno alle 15. Vestito in jeans e camicia bianca, è uscito da palazzo di giustizia poco dopo le 16. Ad attenderlo, oltre ai pm che lo hanno interrogato per un’ora, il padre Paolo Sapone, 52 anni, e la sorella Margherita. Il difensore di Nicola Sapone ha annunciato che chiederà al più presto una consulenza psichiatrica per verificare le condizioni del suo assistito. «E’ molto frastornato – ha detto l’avvocato Cramis – ed è solo per questo che ha chiesto di essere messo in isolamento». Il colloquio è stato relativamente breve. Sapone, che durante il primo interrogatorio dal gip si era avvalso della facoltà di non rispondere, apre bocca, ma non fornisce alcun elemento. «E’ una storia più grande di lui» dice il suo legale. Sempre secondo quanto dichiarato dal difensore, non si sarebbe parlato nell’interrogatorio delle accuse del Volpe. Chi è assolutamente convinto dell’innocenza di Nicola è il padre Paolo. «Per me è tutta una montatura dei giornali – ha detto ai microfoni nello studio del suo legale – tutto si chiarirà». Sapone afferma di non aver mai sentito dire nulla dal figlio riguardo alla morte dei due ragazzi e di aver solo avuto una spiegazione su come andarono le cose la notte in cui venne uccisa Mariangela Pezzotta. «Ma di che cosa sarebbe capo mio figlio – ha aggiunto – sono solo voci. Io non ho mai visto alcun riferimento al satanismo in casa mia e smentisco che mio figlio si drogasse». E l’amicizia con Andrea Volpe? «Si sentivano saltuariamente – ha detto tagliando corto – forse hanno fatto una volta un concerto insieme, tutto qui». L’inchiesta continua e si apre ufficialmente anche il fronte torinese. I magistrati di Busto Arsizio hanno chiesto di acquisire le carte dell’omicidio, avvenuto nel 1985, della cantante Maddalena Russo. Per l’episodio fu indagato Corrado Leoni, padre di uno degli indagati nell’inchiesta odierna, Paolo Leoni, ancora a piede libero. Corrado Leoni fu dichiarato incapace di intendere e volere e morì alcuni fa. Michele Tollis, padre di Fabio, presente oggi in tribunale, ha ricordato di aver conosciuto Paolo Leoni, detto Ozzi, sospettato di aver avuto un ruolo importante nella vicenda e di aspettarsi novità.
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