Escursioni naturalistiche per fermare la caccia al camoscio

Appello di Dimensione Animale per raccogliere adesioni alle escursioni che si terranno sui pendii del monte Generoso

Per salvare i camosci dalle doppiette dei cacciatori c’è chi è disposto a una gita fuori porta e una levataccia oltreconfine, addirittura in Svizzera. L’idea parte dall’associazione ticinese Amici del Camoscio a fronte dei tre giorni, 7-8-9 settembre, concessi dal consiglio di Stato svizzero ai cacciatori ticinesi per abbattere quei camosci che tutte le mattine escono dalla riserva del monte Generoso, sopra Lugano, che ne ospita trecento, per mangiare nei prati adiacenti. L’escursione consiste nell’organizzare ben undici itinerari differenti ai limiti della riserva per escursionisti che, solamente muovendosi su questi sentieri, faranno sentire la loro presenza agli animali in modo da non farli sconfinare e tenerli all’interno della riserva dove i fucili non potranno arrivare. 
A lanciare l’appello nel Varesotto ci ha pensato l’associazione luinese Dimensione Animale che con le associazioni ticinesi aveva già guidato la manifestazione contro la macellazione islamica al macello di Luino, nel febbraio scorso. 
«Chiediamo a tutti coloro che amano gli animali di partecipare ad una di queste bellissime gite – dice Wanda Monghini di Dimensione Animale – in modo da proteggere questi poveri animali che altrimenti sarebbero facile bersaglio delle doppiette». 
Le informazioni relative ai percorsi, agli orari, ai luoghi di concentramento, ricordano da Dimensione Animale, si possono facilmente reperire all’interno del sito
www.camoscio-mg.ch dove sono scritte anche le regole di comportamento, il materiale necessario e gli stupendi spunti naturalistici che i vari percorsi offrono. La decisione di organizzare queste escursioni in montagna giunge dopo che l’associazione amici del camoscio aveva chiesto tramite una raccolta firme alla quale hanno aderito ben 14 mila persone di annullare questa tre giorni di caccia al consiglio di Stato il quale non ha però preso in considerazione tale richiesta. «Gli amici svizzeri hanno trovato un altro modo per dissuadere i cacciatori nel loro intento – continua la Monghini – e la presenza di escursionisti nella zona li costringerà a stare molto più attenti a quello che fanno se non vogliono portare a casa la preda sbagliata». 
Le escursioni si svolgeranno nell’arco dei tre giorni a partire dalle sei del mattino, orario in cui i camosci si spostano verso i prati oppure il momento giusto per raccogliere funghi, a voi la scelta.

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Pubblicato il 06 Settembre 2004
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