Nuovo ospedale, i politici commentano il progetto
Interventi di maggioranza e opposizione dopo la presentazione in consiglio comunale del direttore generale dell’Azienda Ospedaliera
Le forze politiche prendono posizione sul progetto del nuovo ospedale. Dopo l’intervento del Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Circolo, Roberto Rotasperti, nel corso del Consiglio comunale di lunedì, i politici del territorio fanno immediatamente sentire la loro voce.
I partiti del centrodestra, Forza Italia ed An in particolare, sostengono il progetto illustrato dal Dg. Nel corso del suo intervento il capogruppo degli azzurri Colombo, anche lui di area Comunione e liberazione come Rotasperti, ha sostanzialmente ricalcato lo schema del progetto esistente, auspicando che «l’ospedale abbia uno stretto rapporto con la città». Più articolata invece la posizione della Lega nord. Il consigliere Barosi ha illustrato quelli che sono i punti chiave secondo il proprio partito. Tra questi c’è anche il ricollocamento della funzione materno-infantile presso la nuova struttura, rinunciando di fatto a puntare i piedi per salvaguardare il ruolo dell’ospedale Del Ponte. Il Carroccio si schiera però contro l’ipotesi di un autofinanziamento avanzata da Rotasperti, giudicandola irrealistica.
I partiti del centrosinistra, pur essendo favorevoli al progetto di sviluppo della sanità varesina, criticano a fondo la gestione di tale sviluppo. L’Ulivo punta il dito contro una gestione troppo tecnica ed amministrativa di un aspetto delicato del welfare qual è la sanità: « Il nostro ruolo non può essere solo quello di vigilare su intenzioni e comportamenti amministrativi – afferma Alfieri – ma dobbiamo valorizzare un’ idea di sanità e dei servizi ai cittadini focalizzate sulle necessità delle persone, non al traino di logiche economiche e amministrative». In tale prospettiva, il consigliere regionale della Margherita Adamoli ed il capogruppo di Rifondazione comunista a Palazzo Estense Zappoli criticano l’idea del monoblocco, la centralizzazione della quasi totalità dei servizi. «Bisogna essere in grado di garantire sul territorio la stessa capacità di risposte alle domande dell’utenza che viene data da una struttura centrale» afferma Zappoli. La preoccupazione è per il futuro della rete ambulatoriale, che assicura una presenza medica in tutta la città: oggi caposaldo del sistema sanitario, domani a rischio estinzione.
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