Protezione civile, la provincia fa il punto

L'assessore Campiotti fa un bilancio del 2004. L'obiettivo: prevenire, tramite la formazione dei volontari

«Sono soddisfatto, certamente, eccome. Soddisfatto di un lavoro che ha dato

presto buoni frutti. Soddisfatto di un impegno che ha consentito non solo di

formare personale base ma anche  specializzazioni di rilievo». Questo il bilancio del 2004 in merito alla protyezione civile offerto dall’assessore provinciale Cristian campiotti. líassessore provinciale alla Protezione civile, Christian Campiotti.

«Proprio quest’anno con un corso di secondo livello per la formazione e

realizzato con il dipartimento nazionale della Protezione civile,

coordinatori di gruppi locali e associazioni hanno potuto accrescere il

bagaglio delle proprie conoscenze negli ambiti dell’antincendio, del rischio

idrogeologico e di quello chimico-industriale».

Con un occhio rivolto al primo soccorso per feriti o traumatizzati, la

Protezione civile ha anche dato il via ad una serie di lezioni a sfondo

sanitario: l’uso del defibrillatore e, appunto, quello di pronto soccorso,

il primo intervento necessario a chi sia vittima di eventi calamitosi. Un

risultato che si è potuto raggiungere ("diplomando" 20 partecipanti) grazie

ad uníintesa col "118" e che consentirà, nel 2005, di riproporre

l’iniziativa con l’obiettivo di formare cento volontari. S’inserisce in

questo filone anche il corso di specializzazione sviluppato in

collaborazione con psicologi e Università Cattolica del Sacro Cuore di

Milano per creare le basi del supporto psicologico ai volontari chiamati a

fornirlo a loro volta alle popolazioni colpite da eventi naturali.

Il coordinamento delle iniziative e delle attività ha visto – tra gli altri

– l’avvio di un piano provinciale per la prevenzione e la difesa dagli

incendi boschivi in una provincia che, fortunatamente, quest’anno è stata

colpita meno che in passato dal fenomeno. Se si eccettuano i roghi sopra

Cuasso al Monte, in giugno e il vasto incendio sui contrafforti della

Martica, in settembre – un rogo che ha visto l’intervento persino dei

Canadair della protezione civile nazionale oltre agli elicotteri della

Regione e di tutte le squadre locali mobilitabili – da maggio a settembre il

numero degli incendi è stato molto contenuto.

Mano contenuta invece e nello stesso periodo, la raffica di interventi per

la rimozione di nidi d’api e calabroni. I gruppi della Prociv attrezzati

hanno compiuto poco meno di seicento interventi in quattro mesi, con un

picco di richieste fra luglio e la prima decade d’agosto.

Hanno proceduto nell’ottica del coordinamento anche gli accordi sottoscritti

o che stanno per essere firmati per la prevenzione o per l’operatività con

diverse associazioni per allargare il campo di operatività e di risposta nei

momenti di bisogno. Protocolli d’intesa sono stati sottoscritti o stanno per

essere conclusi col "118", l’Associazione nazionale alpini di Varese,

l’Agenzia regionale per l’ambiente-dipartimento di Varese, i Vigili del

fuoco e la Prefettura.

E proprio con la Prefettura si sta concludendo l’accordo per attuare una

gestione congiunta delle sale con un’unica rete informatica per la

pianificazione e líintervento.

Coordinamento che si è esteso sul campo anche alle attività cinofile e

subacquee. "Si tratta di omogeneizzare le tecniche di addestramento e

intervento delle diverse squadre perché sia possibile l’interscambiabilità

dei componenti senza trovarsi di fronte a "gap" formativi o operativi"

chiarisce Campiotti. "In prospettiva – aggiunge – è come se si avesse di

fronte una sola squadra, in grado di intervenire utilizzando i medesimi

standard anche se i componenti provengono da gruppi diversi". Con mezza

provincia pre-montana e montana, la presenza di unità cinofile è un valore

aggiunto non indifferente. E con sette laghi le squadre di sub rivestono la

stessa importanza.

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Pubblicato il 29 Dicembre 2004
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