Scorie nucleari? «Mai vissute come un incubo»
La questione dello stoccaggio di rifiuti pericolosi torna alla ribalta. Il sindaco Paolo Gozzi spiega la situazione nel paese che ospita l'unico sito nucleare della provincia
C’è il sindaco di Caorso che, se non brinda a champagne, poco di manca. E poi i “rivoltosi” di Sacanzano Ionico, i quali promettono battaglia quando i residui dello smaltimento delle scorie radioattive dovranno, forse fra decenni, fare rientro in Italia. Ma c’è anche chi, pur avendo in casa ben due reattori nucleari ”spenti” parla di nucleare che non fa paura e di rischi ridotti al minimo, dovuti alla tecnologia «ma anche alla corretta informazione che ci è sempre stata fornita».
A parlare così è il sindaco di Ispra Paolo Gozzi, 31 anni, un bambino quando Chernobyl sconvolse l’Europa con la sua nube tossica, che commenta pacatamente la decisione di spostare le scorie radioattive dagli impianti non più attivi dall’87, anno in cui gli italiani dissero no al nucleare. Ma le scorie in Italia ci sono, anche a Ispra, e vanno smaltite.
«Qui a Ispra non abbiamo mai vissuto la questione con ansia o con paura – spiega Gozzi – . Questo è fondamentalmente dovuto alla condotta dei responsabili del Centro Comune di Ricerca che hanno sempre fornito le indicazioni necessarie alla popolazione. Poi, un po’ da “scienziato” che ha studiato fisica, posso affermare che gli impianti, almeno quelli occidentali, sono sicuri».
Ma che ne pensa del fatto che le scorie, anche quelle del CCR, dovranno venir trasportate all’estero per il loro smaltimento? Non è un controsenso il fatto che chi produce non debba poi smaltire? «Credo che mandare le scorie all’estero per lo smaltimento rappresenti un sistema molto comodo per scaricare la responsabilità su altri. Almeno per quanto riguarda gli impianti in funzione – spiega Gozzi. Certo in Italia, da anni, gli impianti sono spenti. Esistono anche delle considerazioni legate alla sicurezza di questi impianti, che hanno dei sistemi rodati per lo stoccaggio e la lavorazione delle scorie. Con queste condizioni è tutto sommato accettabile che, se esistono siti testati e sicuri per lo smaltimento di queste scorie, questi possano venir messi a disposizione».
E se le dicessero che a Ispra sorgerà in futuro un sito di stoccaggio di scorie radioattive? «Non esistono a Ispra le condizioni per realizzare un sito di questo genere, dal momento che siamo troppo vicini all’acqua – risponde pacatamente Gozzi – . Tuttavia non posso che rispondere a titolo personale: il nucleare non mi fa paura, a patto che vi siano le condizioni di sicurezza opportune. So che il nucleare non è tutto uguale: c’è il nucleare sicuro e quello rischioso, come la storia ha dimostrato».
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