Ho ceduto il mio banco ai cinesi
La storia di una venditrice ambulante di abbigliamento surclassata dalla concorrenza cinese
Quando Paola ha iniziato la sua attività di venditrice ambulante di vestiario, se gli avessero detto che la concorrenza cinese l’avrebbe portata a cedere l’attività, non ci avrebbe mai creduto. Ma oggi è diverso. Quando aprì il banco era il 1989 e nel frattempo i giovani cinesi occupavano piazza Tienammen chiedendo diritti e libertà con i carri armati che cercavano di allontanarli.
«Inizialmente gli affari andavano bene e la moda italiana era la preferita degli stranieri che giungevano in massa a Luino o a Ponte Tresa» dice Paola «Poi, dopo dieci anni di buoni affari è iniziato il calo sul finire degli anni novanta con la comparsa delle prime imitazioni anche sui banchi dei mercati». In pochi anni per Paola le vendite sono crollate mentre l’entrata nei mercati di venditori cinesi che vendevano solo prodotti made in China ha cominciato a mangiare fette di mercato:«Lo stesso prodotto che io vendevo ad un prezzo lo ritrovavo sul banco di un cinese in vendita al prezzo a cui io l’avevo acquistato».
«Tra il 2000 e il 2004 oltre ai cinesi si è inserito l’effetto euro che ha chiuso un ciclo – continua Paola – così l’anno scorso ho deciso di vendere la mia attività e indovinate quali sono stati gli unici potenziali acquirenti? I cinesi». La sua colpa è stata quella di non cedere alla concorrenza continuando a comprare vestiario italiano e a vendere la sua linea invece che rivolgersi ai grossisti che trattano prodotti provenienti dall’estremo oriente. Ora Paola lavora come commessa in un banco di stoffe perchè la sua passione per il commercio ambulante è ancora viva. La sua storia è comune a quella di molti altri ambulanti e conferma quello che si sta verificando anche sui grandi numeri e sulla grande produzione. Ovvero un fenomeno sociale ed economico, quello dell’entrata nel mercato mondiale della Cina, con il quale l’economia, non solo italiana, deve fare i conti e sul quale sono in atto fior fior di studi.
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