La scuola superiore cambia volto: è aperta la discussione
Pubblicato sul sito del Ministero dell'Istruzione la bozza del decreto che riforma il secondo ciclo
La seconda grande rivoluzione del mondo della scuola è alle porte. Sul sito del Ministero dell’Istruzione è comparsa la bozza del decreto che rivoluzionerà il ciclo secondario a partire dall’anno scolastico 2006-2007. È l’ipotesi di lavoro su cui si stanno confrontando gli addetti ai lavori (le istituzioni, le forze politiche, le Regioni, le parti sociali, le associazioni disciplinari, dei docenti, degli studenti e dei genitori e gli ordini professionali) e che il Miur, nella sua volontà di trasparenza, vuole pubblicizzare con la massima precisione.
La scuola superiore dovrà rispondere a due regole ferree: "pari dignità tra i percorsi liceali e quelli professionali" e "superamento delle diseguaglianze sociali dell’attuale sistema".
Il nuovo impianto si propone quattro primari obiettivi: consolidare ed innalzare i livelli culturali sia nei licei sia nell’istruzione e formazione professionale; superare le disuguaglianze sociali perpetuate dall’attuale sistema; garantire un maggiore successo formativo per tutti; contrastare il fenomeno della dispersione scolastica elevando l’obbligo scolastico fino al diciottesimo anno di età.
Licei e istituti di formazione garantiranno lo stesso profilo educativo e culturale per assicurare, inoltre, quella possibilità di passaggio da un canale all’altro, ma anche da un istituto all’altro, che sarà uno dei perni della riforma. Ciò sarà possibile attraverso il sistema dei crediti e delle certificazioni. L’accesso all’università sarà aperto a tutti gli studenti del canale liceale ma anche ai diplomati della formazione, previa frequenza di un corso annuale.
Nel mondo dell’istruzione liceale faranno la comparsa in modo istituzionale gli stage e i tirocini con un modello di alternanza scuola-lavoro attualmente realizzato solo occasionalmente da alcuni istituti in modo sperimentale. Altro "fondamentale punto caratterizzante" sarà la "personalizzazione dei percorsi di studio" che "permette una flessibilita’ e un arricchimento dell’offerta formativa attraverso lezioni aggiuntive e approfondimenti mirati delle varie discipline, a scelta dello studente.
Il canale dell’istruzione avrà 8 tipi diversi di licei: cinque (classico, linguistico, musicale e coreutico, scientifico) sono senza specializzazioni e tre con indirizzi specialistici: artistico (arti figurative; architettura, design, ambiente; audiovisivo, multimedia, scenografia), economico (economico-aziendale; economico-istituzionale), tecnologico (meccanico, elettrico ed elettronico, informatico e della comunicazione, chimico e biochimico, sistema moda, agrario, costruzioni e territorio, trasporti).
La durata del corso di studi sarà di 5 anni, articolati in un sistema 2+2+1 con un esame di Stato conclusivo il cui superamento è necessario per accedere all’università.
Quanto all’orario sono previsti insegnamenti obbligatori, opzionali obbligatori e opzionali facoltativi. Sarà introdotta la figura di insegnante tutor, mentre è garantita la possibilità di stipulare contratti ad hoc con esperti. I percorsi liceali sono attivati gradualmente dall’anno scolastico 2006-2007.
Dall’anno scolastico 2006-2007 anche le competenze relative al canale della formazione professionale saranno gradualmente trasferite alle Regioni. I ragazzi potranno scegliere tra percorsi triennali, che si concludono con il conseguimento di una qualifica professionale e percorsi quadriennali, che consentono di ottenere un diploma professionale. È previsto un orario complessivo annuale obbligatorio dei percorsi formativi di almeno 990 ore annue, di cui tre quarti a frequenza obbligatoria, destinando almeno il 25% all’apprendimento in contesti di lavoro. Le Regioni assicureranno, infine, che le istituzioni formative abbiano alcuni requisiti: rispetto dei contratti di lavoro del personale dipendente, accettazione di controlli pubblici, completezza dell’offerta formativa, disponibilità di laboratori, capacità di progettazione e realizzazione di stage e tirocini.
Il dibattito è aperto.
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