«Poteva succedere ovunque, non criminalizzate un’intera comunità»

Fuori programma in consiglio comunale. Si è discusso del delitto dell'Epifania: è emersa la volontà di affrontare ancora l'argomento e di non essere bollati negativamente

Fuori programma d’obbligo nel consiglio comunale di Cardano al Campo. L’attualità entra prepotentemente nella discussione politica: i fatti di piazza del Mercato, l’omicidio di Albino Nisticò, la rissa che ha coinvolto la banda riunita da Emilian Plaku, il disagio di un’intera comunità colpita da un fatto tanto grave quanto inusuale per una cittadina relativamente tranquilla come Cardano al Campo sono stati al centro della riflessione proposta dal sindaco Mario Aspesi e dal consiglio comunale intero. «Il tema della sicurezza non era all’ordine del giorno, ma un momento da dedicare a quanto accaduto nel territorio comunale era necessario – ha detto il sindaco Aspesi – Il paese è sgomento, ma teniamo a dire con forza che Cardano non è la periferia degradata del varesotto, non è una terra di criminalità e basta. Quello dell’Epifania è stato un episodio orrendo, che poteva capitare ovunque. Dobbiamo lavorare per rendere più sicura la nostra città, ma rifiutiamo di essere bollati come città dove regna la criminalità».

Il sindaco di Somma Lombardo, Claudio Brovelli, presente in sala consiliare per discutere di questioni ambientali, ha appoggiato quanto affermato da Aspesi: «Cose del genere possono purtroppo succedere ovunque. Io ne so qualcosa, dato che siamo stati catapultati al centro delle pagine di cronaca nera per i fatti delle bestie di Satana. Capisco lo sgomento della popolazione, ma bisogna reagire». Presente in sala anche Emilio Magni di Legambiente: «Bisogna puntare con decisione allo sviluppo sostenibile, non solo per ragioni ambientali, ma perché la corsa al progresso indiscriminato porta conseguenza negative anche per le persone. Fenomeni sociali come quello di Cardano sono collegabili con uno sviluppo che non ritiene conto dell’uomo e del sociale».

Le opposizioni non hanno speculato sul grave fatto di sangue. Anzi, si sono tenute su posizioni vicine a quelle esposte da Aspesi: «Va rafforzato e rinnovato il piano di sicurezza» hanno sottolineato i rappresentanti della Casa delle Libertà. Alla fine dell’ora circa di discussione è stata affermata la volontà di ritrovarsi a parlare di sicurezza, per non lasciar cadere un percorso comune e un discorso al quale la popolazione tiene molto.

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Pubblicato il 14 Gennaio 2005
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