Svizzera più cara per i Tir
Aumentano i costi fino al 70 per cento per alcune categorie di veicoli
Aumentano i costi per gli autotrasportatori che transitano sul territorio elvetico. Dal 1 gennaio infatti, accanto a quello dei carburanti, cresce anche il prezzo dei pedaggi richiesti ai conducenti che devono varcare i confini svizzeri.
Per alcune categorie di veicoli le tariffe sono salite fino al 77% del prezzo precedentemente praticato comportando non poche conseguenze al sistema dei trasporti dell’area prealpina.
A sottolineare il problema è la Confederazione nazionale artigiani e piccole e medie imprese del trasporto merci, la Fita-Cna, la quale, preoccupata degli effetti che il rincaro produrrà per i propri rappresentati, ha subito criticato la decisione di delegare completamente all’Unione Europea la regolazione dei rapporti con la Svizzera in materia di trasporti.
«I valichi alpini rappresentano da sempre un notevole handicap per l’economia italiana», afferma il responsabile varesino della Cna Giacomo Moretti, «l’aumento dei pedaggi andrà a penalizzare sicuramente tutte quelle imprese che per competere sul mercato internazionale devono cercare di contenere i costi di trasporto in crescita costante. I vettori scaricheranno i maggiori costi sostenuti sui propri committenti e di conseguenza le merci italiane saranno pesantemente penalizzate».
Rilevante, è sicuramente la scelta di alcuni trasportatori di optare per il tragitto via Francia nonostante l’aumento abbia riguardato, in misura inferiore, anche i pedaggi dei trafori del Monte Bianco e del Frejus.
Questa scelta si giustifica anche perché, accanto ai costi elevati, l’accesso in Svizzera in quanto paese extracomunitario, implica numerose procedure d’ingresso non richieste circolando nel territorio comunitario. «Le imprese di Varese e Como però difficilmente considerano l’alternativa Francia, in quanto allungare così tanto il percorso non sarebbe comunque vantaggioso dal punto di vista economico ed oltretutto richiederebbe più tempo» osserva in merito Moretti.
Qualora la situazione dovesse rimanere inalterata, la Cna non ha escluso inoltre future azioni di protesta da parte degli autotrasportatori nazionali.
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