Tutti al lavoro per disegnare il territorio che verrà
E’ stato presentato il documento strategico del piano territoriale di coordinamento provinciale, che sta per arrivare in consiglio provinciale
Non c’era più tempo da perdere e non se n’è perso: alla luce di quello che potrebbe accadere ai primi di febbraio in Consiglio Regionale, cioè l’approvazione della nuova legge sul Governo del Territorio (che di fatto se approvata azzererà i prg esistenti dando un anno di tempo ai comuni per realizzarne di nuovi) la realizzazione del Piano di Coordinamento provinciale doveva arrivare alla sua stretta finale. Oggi di questo documento ne è stata presentata una fase importante, il “documento strategico” del piano territoriale di coordinamento provinciale: recentemente presentato alla Conferenza dei sindaci del Varesotto, sarà portato in consiglio provinciale nella prossima seduta e rappresenta il quadro di riferimento su cui i comuni lavoreranno per la realizzazione dei nuovi prg..
«E’ un risultato importante – ha spiegato Giorgio De Wolf, vicepresidente della Provincia – non solo perché è la conclusione di un percorso di partecipazione fra le parti sociali, economiche e produttive del territorio che, partendo da documenti ed analisi già elaborate, sono state chiamate a definire le linee programmatiche che dovranno sottendere le strategie di crescita e di sviluppo del territorio provinciale».
Il documento strategico presenta una serie di linee di indirizzo per i temi provinciali: ci si occupa di ambiente e paesaggio, agricoltura, competitività, sistemi specializzati, di Malpensa, dei rischi del territorio. Per ogni tema sono stati individuati gli obiettivi cui il piano vuole tendere e per ciascun obbiettivo le attività da sviluppare per facilitarne il conseguimento. Attività a loro volta distinte in dirette (gli obblighi che le leggi attribuiscono al piano territoriale di coordinamento) e quelle indirette (i compiti che la Provincia potrà svolgere eventualmente anche in una seconda fase o perseguibili con l’impegno di altri enti o associazioni).
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Dopo la fase del documento strategico, il Piano territoriale di coordinamento provinciale entrerà nella fase finale, quella del piano di coordinamento provinciale vero e proprio: quel documento che, partendo dall’analisi della situazione attuale del territorio, analizzerà una serie di scenari, assumerà a livello scientifico dati e informazioni sulle prospettive future con le ricadute, positive e negative, per il territorio e svilupperà un’indicazione sulle azioni da compiere in diversi settori.
Una sorta di “mappa” non solo della situazione attuale ma di ciò che associazioni di categoria, organizzazioni sociali, professionali, economiche e dell’imprenditoria indicano come possibile sviluppo ed è al tempo stesso l’indicazione delle scelte da compiere o da agevolare per raggiungere determinati risultati.
«E’ importante notare che a questi risultati si è giunti condividendo i documenti di analisi e condividendo le risposte da dare. Si tratta – precisa ancora De Wolf – di un piano partecipato a tutti i livelli e in ogni suo passo. Dalle proposte per le linee programmatiche, emerse nel luglio dello scorso anno, agli obbiettivi di piano, fino alla definizione dello scenario più probabile e alla conseguente individuazione delle attività da mettere in campo, ogni risultato è il frutto di un ampio confronto»».
Da segnalare in particolare uno dei principali “allegati”, che ha reso possibile questa analisi e sarà materiale su cui lavorare in futuro: si tratta di una ricerca effettuata da Giuseppe Scifo, che ha la cattedra in gestione di sistemi complessi all’Università Cattaneo di Castellanza, che ha tracciato lo scenario futuro della provincia con la metodologia dello scenario più probabile. E sarà grazie a quello scenario, realizzato con la collaborazione delle associazioni protagoniste della scena economica e ambientale del territorio, a dare le basi su cosa è meglio fare per poter aiutare le tendenze virtuose o cercare di correggere le distorsioni che stanno nascendo sul nostro territorio.
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