Ospedale: un servizio da 70 milioni di euro
Presentato il bilancio dell'attività 2004. Aumentate le prestazioni, ma tempi ancora lunghi per il Pronto soccorso. Si fa serrato il confronto sulla Fondazione
Trecentottantotto posti letto aperti su 500 accreditati nel 1998. Un’offerta più che sufficiente dato che l’ospedale di Saronno ha una percentuale di occupazione dei letti che si aggira sul 90%. Nel bilancio relativo allo scorso anno, il direttore generale Pietro Zoia pone l’accento sull’aumento delle attività, cresciute sia in termini di ricoveri( +3%) sia per prestazioni ambulatoriali (+3%). Vasto il bacino di utenza: non solo Saronno e i comuni del distretto sanitario, ma anche l’alto milanese e il comasco.
Oltre 45.000 sono state le persone transitate in pronto soccorso, per la maggior parte codici verdi e bianchi, mentre i nati sono stati 936.
Sempre sotto pressione rimane il settore della diagnostica, dove le liste d’attesa rimangono la nota dolente: le prestazioni di laboratorio sono state oltre 750mila mentre quelle di radiologia più di 46.000.
Soddisfacente il bilancio anche per quanto riguarda le voci "ammodernamento". Molti gli interventi realizzati lo scorso anno, i cantieri aperti e i progetti per il futuro. Tra i cantieri aperti spicca quello del pronto soccorso, un’opera che appare eterna ma su cui si sono addensate alcune questioni delicate relative alla lievitazione dei costi. Ultimata la comunità protetta di via Dalmazia, attualmente in attesa dei finanziamenti per poter partire. Allo studio il progetto per la realizzazione di un centro di radioterapia, che beneficerà di un finanziamento di 4 milioni di euro già stanziati. Si spera, invece, di poter ricevere dalla Regione 9 milioni di euro per la ristrutturazione dei padiglioni specialistico e chirurgico.
E se il presente ha numeri più che soddisfacenti, come dimostra anche l’ultima indagine di gradimento che ha visto lievitare all’89% il numero dei pazienti disposti a rivolgersi nuovamente all’ospedale in caso di necessità, la vera sfida del 2005 sarà l’individuazione della natura del futuro di questo ospedale, che potrebbe diventare una fondazione. Lo studio di fattibilità , che ha già incassato il parere favorevole della Regione, diventerà nei prossimi mesi oggetto di discussione tra l’azienda ospedaliera e gli enti locali. Per ora il futuro è ancora molto nebuloso: di certo si sa soltanto che la maggioranza del capitale rimarrà pubblico, così come il controllo della gestione. Attualmente la gestione dell’ospedale ha un costo che si aggira sui 70 milioni di euro: da questa base si dovranno trovare soluzioni che abbineranno economicità, efficacia ed effecienza: «La Fondazione è uno strumento diretto a testare soluzioni per la gestione di strutture pubbliche al fine di ottenere un maggior livello di efficienza, efficacia ed economicità» afferma il direttore Zoia che assicura: «La fondazione potrà sempre contare sui rapporti e sulle sinergie sviluppatesi in seno all’attuale azienda ospedaliera. Un sistema studiato per essere completementare e che sarebbe assurdo far venir meno».
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