Da due mesi senza stipendio alla torcitura della Valdumentina
Preoccupazione per il posto di lavoro tra gli operai dell'azienda tessile:«Situazione critica per molte famiglie»
Settanta operai da due mesi senza stipendio e da una settimana tutti in cassa integrazione. Questa la situazione difficile dipinta da Nicola Albertella, delegato Filtea-Cgil, alla torcitura della Valdumentina di Dumenza, industria che lavoro fili sintetici per conto terzi.
Un’altra azienda storica del Luinese con più di quarant’anni di attività legata al tessile entra ufficialmente in crisi e mette a rischio settanta posti di lavoro. «Per due mesi abbiamo atteso pazientemente senza intaccare l’organizzazione del lavoro – dice Albertella – ma ora la situazione sta diventando insostenibile per buona parte di noi e alcuni non sanno nemmeno come tirar su i soldi per fare benzina e venire a lavorare».
La crisi è iniziata quando la Bemberg Cell, ex Novaceta, di Magenta ha cominciato a non versare più alla società dumentina i pagamenti relativi alle lavorazioni degli ultimi mesi. Da quel momento, come racconta il sindacalista, la Torcitura della Valdumentina, che dipende per l’80% del suo lavoro dalla ditta di Magenta, ha accumulato uno scoperto con le banche di 800 mila euro. I rapporti tra lavoratori e azienda, storicamente buoni, si sono incrinati nel corso dell’ultima assemblea svoltasi ieri in azienda quando la dirigenza ha chiesto a 15 lavoratori di tornare al lavoro da lunedì senza assicurare alcun tipo di acconto sui mesi arretrati.
Dopo un’accesa discussione e un confronto serrato i dipendenti hanno strappato un acconto alla dirigenza che potrà così continuare la produzione.
«Siamo molto preoccupati per il nostro futuro – ha detto Albertella – anche se l’azienda non ha ancora parlato di chiusura ci rendiamo conto che se la Bemberg Cell non supererà questo momento di crisi rischiamo di venire risucchiati a meno che i nostri dirigenti non facciano qualcosa per diversificare la produzione ed acquisire nuovi clienti». I lavoratori dell’azienda hanno un’età media che si aggira attorno ai quarant’anni e sarebbe molto difficile per loro trovare un nuovo lavoro.
«Quello che si svolge in azienda è un lavoro di bassa specializzazione – continua il sindacalista – e quindi sarà poi difficile per queste persone trovare un impiego facilmente in caso di chiusura».
La torcitura di Dumenza è l’ultima azienda del settore tessile rimasta nell’Alto Varesotto insieme alla Ratti di Luino la quale, a sua volta, si trova da anni in uno stato di crisi dal quale cerca di uscire faticosamente.
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