Mondiali di ciclismo 2008, primo esame per Varese

Martedi prossimo la candidatura della Città Giardino sarà sottoposta a un primo serio esame da parte di due dirigenti dell'Unione ciclistica internazionale

Martedi prossimo la candidatura di Varese per i mondiali di ciclismo su strada 2008 o 2010 sarà sottoposta a un primo serio esame da parte di due dirigenti dell’Unione ciclistica internazionale. Approderanno nella "città giardino" per una prima valutazione tecnico strutturale della proposta avanzata dalla Binda, guidata dal suo attivissimo presidente Renzo Oldani, da Comune e Provincia. Si tratta di un passaggio importante perchè la concorrenza è come sempre forte e agguerrita. E’ di buon auspicio il fatto che uno dei due uomini UCI sia Charly Mottet, indimenticato campione francese degli anni ottanta, vincitore di classiche e secondo dietro a Bugno, nell”89, alla Tre Valli Varesine. Dunque un dirigente che già conosce lo charme ciclistico prealpino e che saprà valutare con oculatezza ed esperienza i tracciati proposti, tutti interessanti e spettacolari ma con qualche disomogeneità di troppo al loro interno: eccessivamente lungo e dispendioso il tracciato della cronometro, troppo dolce e propizio ai passisti veloci quello per la gara dei professionisti, come aveva autorevolmente sottolineato Ivan Basso il giorno della presentazione della candidatura a Villa Recalcati.

Ora l’altimetria della gara professionisti, che resta il clou di tutta la manifestazione, risulta opportunamente inasprita dall’inserimento dello strappo del Montello, un chilometro o poco più di salita da affrontare all’inizio di ogni tornata subito dopo la sede d’arrivo delle Bettole dove, nell’edizione del ’51, trionfò Ferdy Kùbler. Ripetuta per diciassette volte contribuirà non poco, insieme con i Ronchi, a inasprire la selezione e a spettacolarizzare un percorso che, con condizioni atmosferiche propizie e cieli limpidi, risulterà per tutti di ammaliante bellezza. Insomma le premesse tecniche sembrano esserci tutte mentre si dovrà lavorare parecchio su quelle logistiche: ospitalità alberghiera, trasporti, viabilità tanto per citare le necessità più evidenti.

Detto questo occorre che la città tutta sposi sin da ora con entusiasmo e generosità la prospettiva "mondiale" e accompagni passo passo l’iter della candidatura. È un’occasione importantissima per tutti e i promotori non devono essere lasciati soli. Tocca ai media innanzittutto il compito di coinvolgere la città e il territorio in questa affascinante avventura. L’Insubria, non dimentichiamolo, è su entrambi i versanti del confine una terra di ciclisti, prova ne sia che i cugini ticinesi di mondiali, dopo quello mitico di di Lugano nel ’53, vinto da Coppi, ne hanno organizzati, con grande successo, altri due e hanno già in carniere per il 2009 una quarta edizione a Mendrisio. Come dire che anche la ricerca di sinergie insubriche non va trascurata. Del resto nel ”71 quando l’Insubria era di là da venire la pista si svolse e Masnago e migliaia di varesini invasero la cittadina di confine per assistere al grande duello tra Eddy Merckx e Felice Gimondi.

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Pubblicato il 24 Marzo 2005
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