Vittorio Solanti, partecipazione e trasparenza per la città
Il candidato del centosinistra si ripropone di cambiare il rapporto con la cittadinanza: «Serve il confronto sui grandi temi, non le decisione calate dall'alto»
Dopo il successo del 2002 alle elezioni provinciali, con il Prc balzato dal 4 per cento circa a oltre il 13, Vittorio Solanti ha deciso di ributtarsi nella politica samaratese. Imprenditore classe 1946, festeggerà il suo 59° compleanno proprio il giorno del responso elettorale. Solanti ha una grande esperienza politica, cominciata nel 1975. Dal 1980 al 1985 è stato assessore ai Lavori Pubblici, Bilancio ed Uffici Demografici, mentre fino al 1993 ha ricoperto la carica di vicesindaco con delega all’Urbanistica e all’edilizia Pubblica e Privata nella giunta mista Dc-Pci guidata dal sindaco Piacentini. Nel 1997 si è preso una pausa di riflessione, per poi tornare nel 2002 con l’elezione a consigliere provinciale. Accanto alla politica, Solanti si è distinto a Samarate per l’impegno nella cultura: nel 1985 è stato tra i fondatori del glorioso Caffè Teatro e nel 1990 del centro culturale “Antonio Gramsci”. Ad appoggiarlo tutta la coalizione del centrosinistra, presente con tre liste: Margherita, Ds, che accoglie elementi di Italia dei valori e Sdi, e Sinistra per Samarate, con all’interno esponenti di Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani. «Ho accettato la candidatura – spiega Solanti – perché espressione di uno spirito di unità riscoperto e condiviso. L’apprezzamento mi è stato manifestato anche da gran parte della società civile, associazioni, persone al di fuori della politica che però credono in un miglioramento della città. C’è il bisogno di alternativa, si percepisce nell’aria e nelle parole della gente: la scelta di correre compatti è una risposta a questa esigenza. Questa amministrazione ha governato male, con assessori esterni che non hanno alcun rapporto con Samarate ed un sindaco assente. Io amo il mio paese e penso di essere ricambiato».
Il programma si basa su quattro punti prioritari: «Etica e moralità – prosegue Solanti -, fondamentali nella sfida politica. La trasparenza è un valore indispensabile nella gestione amministrativa, non mi sembra che la giunta Venco abbia agito in questo senso. La solidarietà: serve un occhio di riguardo verso chi ha più bisogno e meno mezzi, anziani e giovani, portatori di handicap e quanti hanno problemi di sussistenza. È necessario anche dare accoglienza a chi arriva da fuori, come è nel Dna di questa città. L’ambiente: l’urbanistica va curata in maniera più omogenea, certe scelte di questa amministrazione rischiano di avere ripercussioni gravissime sulla città. Penso alla Pedemontana, alla quale ci opponiamo con tutte le nostre forze perché è una scelta scellerata. L’area boschiva va salvata, bisogna valorizzarla ad esempio con un accordo intercomunale con Busto Arsizio. Il Prg va rivisto, è vecchio, ci sono aree vincolate da oltre dieci anni. È uno strumento ricco di possibilità di intervento, ma la giunta uscente si è occupata solo dell’aspetto produttivo, facendo scelte che oltretutto minacciano la sopravvivenza di una serie di realtà: la 341 è già congestionata, non ha senso aumentare il flusso di traffico con nuovi esercizi che oltretutto spostano dal centro le attività commerciali, svuotando le piazze. Infine volgiamo dare valore alle persone e ai gruppi sociali: a Samarate ci sono una sessantina di associazioni che però agiscono ognuna per conto proprio. Serve un coordinamento comunale, una sorta di consulta sportiva e sociale che faccia da collante. Bisogna poi incentivare i servizi alla persona, capire i bisogni della gente e agire di conseguenza».
Su Malpensa Solanti è chiaro: «Ci dobbiamo convivere, ma senza farci mettere i piedi in testa e senza dover vedere il nostro territorio sistematicamente violentato. Non siamo disposti a fare sacrifici infiniti per il bene dello scalo. La vera cosa che va cambiata è il rapporto con i cittadini: la partecipazione alle scelte importanti va condivisa e deve essere frutto del confronto. Non ci piacciono le scelte calate dall’alto». Il candidato del centrosinistra non vuole dare spazio alle polemiche: «Non rispondo alle continue accuse che mi rivolgono. Sono convinto che abbiamo buone possibilità. Non abbiamo fatto nessun passo per cercare accordi in previsione di un secondo turno: andiamo avanti per la nostra strada. Il 5 aprile vedremo se l’elettorato ci avrà dato fiducia o meno. Siamo comunque aperti ad un confronto leale che parta dal programma. Sono convinto che la presenza di un centrosinistra ricompattato e coeso otterrà il favore della gente di Samarate».
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