Il Liceo Artistico vetrina della solidarietà e del volontariato
Un successo la Giornata della Solidarietà, soddisfatto il preside Andrea Monteduro
Martedì mattina il Liceo Artistico "Paolo Candiani" di Busto Arsizio ha dato vita alla Giornata della Solidarietà, ospitando alcune organizzazioni no profit, laiche e religiose, che si occupano a vario titolo di volontariato. Tra di esse spiccavano Emergency e Legambiente, «ma abbiamo avuto cura di non escludere nessuno, e al contrario di garantire un’equilibrata rappresentanza del mondo cattolico e di quello laico» spiega il preside Andrea Monteduro (a sinistra nella foto).
La Giornata della Solidarietà nasce da un input, una proposta, che proviene dal CSA (ex provveditorato agli Studi) di Varese. Avendo già avviato da tempo un "Progetto per il volontariato" coordinato dalla professoressa Sesto, il Liceo Artistico cittadino è stato lieto di cogliere l’occasione per organizzare una giornata dedicata specificamente alle tematiche della solidarietà e del volontariato. La mattinata ha visto dapprima un incontro-tavola rotonda in Aula Magna, poi, a seguire, le varie associazioni presenti hanno disposto propri piccoli stand nella palestra del Liceo, e hanno girato per le classi proiettando filmati e propagandando le proprie attività, che, come detto sopra, spaziano dai temi dell’assistenza ai bisognosi a quelli dell’impegno a favore dell’ambiente (e, in ultima analisi, della collettività).
«I nostri ragazzi si sono mostrati molto interessati alle attività delle associazioni che hanno gentilmente risposto al nostro invito» commenta soddisfatto il preside. «In effetti molti di loro già fanno parte di varie associazioni attive nel volontariato. La cosa fa piacere, ma c’è qualche ombra che si addensa sul settore, ora, con il decreto sulla competitività che mette a rischio i centri di servizio per il volontariato, e quindi il movimento nel suo complesso».
Tra i giovani il volontariato vive più che mai, dunque; ma la concezione della solidarietà che il preside Monteduro sposa non è certo di comodo. «Non voglio togliere nulla ad iniziative lodevoli, come Telethon o altre, che raccolgono fondi per le cause più nobili. Io intendo però la solidarietà non come un contributo "a distanza", per quanto importante e significativo, ripeto, ma come azione diretta e personale a beneficio di chi ha bisogno. La vera solidarietà significa sporcarsi le mani».
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